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14 mag 2022

Auto d’epoca per la festa del motore a scoppio

Domani al Palazzo dei Priori di Volterra anche un convegno. Si celebrano i 170 anni dal primo documento che testimonia l’invenzione

14 mag 2022
Un’auto d’epoca (foto d’archivio)
Un’auto d’epoca (foto d’archivio)
Un’auto d’epoca (foto d’archivio)
Un’auto d’epoca (foto d’archivio)
Un’auto d’epoca (foto d’archivio)
Un’auto d’epoca (foto d’archivio)

Un convegno celebrativo dell’invenzione del motore a scoppio ed una esposizione di auto d’epoca. A distanza di circa 170 anni dal primo documento ufficiale, Volterra celebra l’invenzione di quello che determinò una vera e propria rivoluzione: il motore a scoppio. In occasione delle manifestazioni di ‘Volterra22’, la Fondazione Barsanti e Matteucci e il club Balestrero di Lucca organizzano una giornata dal titolo: ’A Volterra scoccò la scintilla. Dalla pistola (di Volta) al motore a scoppio (di Barsanti e Matteucci)’.

L’appuntamento è per domani, a partire dalle 10 a Palazzo dei Priori, con il convegno che racconterà il lungo percorso che dal motore a scoppio ha portato alle nuove vetture, elettriche e a idrogeno, arricchito dall’esposizione di affascinanti e prestigiose auto d’epoca in Piazza dei Priori. E’ inoltre possibile visitare la sala Paul Harris nella pinacoteca comunale, in cui sono custoditi la pistola di Volta costruita da Padre Barsanti e modelli dei motori progettati da Barsanti e Matteucci.

Padre Eugenio Barsanti, scienziato e fisico, fin da giovanissimo fu inviato a Volterra a insegnare matematica e fisica all’istituto dei Padri Scolopi. Fu qui che, mostrando ai suoi studenti il funzionamento della pistola di Volta, che aveva lui stesso costruito e che è conservata al museo civico, ebbe un’ intuizione: l’energia generata dall’esplosione di una miscela gassosa provocata da una scintilla elettrica poteva essere impiegata come forza motrice. Nacque quindi nel 1851 la collaborazione con Felice Matteucci, anch’egli lucchese, ingegnere specializzato in meccanica.

Anni di intensi studi ed esperimenti per dimostrare che effettivamente la forza esplosiva poteva essere trasformata in un moto regolare, successivo, uniforme. I risultati delle ricerche furono illustrati nel 1853, in una memoria che fu depositata all’Accademia dei Georgofili e che costituì la prima testimonianza dell’invenzione del motore a scoppio. Successivamente furono costruiti prototipi di motore e i due inventori ottennero numerose certificazioni e brevetti, sia in Italia che all’estero. Purtroppo la storia del motore a scoppio, quando ormai sembrava indirizzata a ottenere enormi successi, fu interrotta bruscamente dalla morte prematura di Padre Barsanti. Fu solo nei primi anni 2000, che, grazie agli studi compiuti dalla Fondazione Barsanti e Matteucci e alla divulgazione dei documenti nelle più prestigiose sedi mondiali, fu riconosciuta la primogenitura del motore a scoppio ai due scienziati Barsanti e Matteucci.

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