Irene Galletti
Irene Galletti

Toscana, 7 maggio 2020 - Irene Galletti ci crede: la fase 2 dei 5 Stelle è già iniziata da tempo. Parola d'ordine: tornare tra la gente che ha dato originariamente la forza propulsiva al movimento. Lei, pisana, consigliera regionale è la candidata presidente per le prossime elezioni toscane. Ha ribaltato gli equilibri nel M5S e punta dritto a riconquistare consenso. Non facile: d'opposizione in Toscana, di governo a Roma. Contro i dem che vedono in Giani il nuovo governatore, alleati a 'Zinga' nel Conte bis. In Toscana il Movimento ha scelto la strada autonoma, nessuna sinergia almeno al primo turno. E Galletti dimostra tutta la sua voglia di far rialzare la testa ai grillini dopo la crisi d'identità da sindrome governativa. Voto regionale.

Meglio luglio o la data prevista in autunno?

"Siamo stretti tra governatori che vogliono votare in estate per monetizzare il consenso accumulato durante l'emergenza e il rischio di dover fare i comizi ora, quando gli italiani hanno ben altro a cui pensare. Da parte mia, credo sia meglio votare il prima possibile, per fare in modo che, nell'eventualità di nuovo incremento dei contagi, ci sia una giunta pienamente in carica. Si eviterebbero anche problemi alle scuole per l'installazione dei seggi e la loro chiusura". Fase 2 dei 5 Stelle. Ripartire dai territori.

Come nella più profonda crisi post bellica?

"Senza contatto umano, senza poter ascoltare dal vivo le storie delle persone, senza poter trasmettere loro la sicurezza che cercano, non sarà una vera campagna elettorale. I social sono essenziali ma esiste un mondo di problemi reali che resta tagliato fuori, specie in Toscana, dove in molte aree periferiche la banda larga è solo un’utopia. Quelle sono le aree del disagio: aree in cui mancano i servizi essenziali, tagliati nel corso degli anni e in cui i cittadini sono lasciati soli. Ecco, queste persone rischiano di essere escluse dalla competizione elettorale e questo è molto grave".

Il dialogo tra base 5 stelle e vertice è ripreso? C'è nostalgia di Vaffa day? Non c'è troppo web e poco faccia a faccia seppur a distanza?

"Il dialogo non si è mai interrotto. Ora c'è una nuova struttura, con i facilitatori che stanno facendo un grande lavoro: in questi giorni si stanno moltiplicando le assemblee virtuali e c'è una gran voglia di migliorare la Toscana".

Lei ha attaccato Giani per la gestione del Consiglio regionale. Non è il presidente di tutti?

"Giani ha utilizzato per cinque anni il la sua carica come trampolino di lancio della propria candidatura. E fino a qui, nessuno si scandalizza, anche se lo trovo riprovevole per la seconda istituzione della Toscana. Ora però, in una fase delicatissima, in cui si pongono le basi per la ripartenza della nostra economia, la Toscana che non sta con il Pd sta restando esclusa dal dibattito consiliare. È forse un assaggio di nuova Toscana sotto Giani? Mi auguro sinceramente che i cittadini si ribellino a tutto questo".

Aeroporto di Firenze. Che fare?

"Bisogna pensare innanzitutto alla sicurezza di chi ci lavora e viaggia, sia a Firenze che a Pisa che all'Elba. Vedere che ancora adesso c'è chi si ostina a pressare per un nuovo aeroporto a Peretola dimostra quanto alcune lobby continuino ad anteporre l'interesse economico all'interesse generale. Il tentativo di scardinare, in piena emergenza coronavirus, il piano di indirizzo territoriale che tutela il bene comune più prezioso della Toscana, per piegarlo al progetto del Vespucci ne è la prova. Vogliono investimenti sul territorio per creare lavoro? Bene, comincino con gli adeguamenti infrastrutturali, calibrati per rispondere adesso e in futuro a emergenze come questa".

Lavoro. Valanga di Cig e di richieste da partite Iva. La Regione che può fare?

"Intanto essere efficiente nel gestire i passaggi che la riguardano, senza scaricare tutte le responsabilità su Inps come le ho visto fare. Un esempio? La Regione non aveva emesso linee guida per gli atipici, e questo impediva l'invio della domanda da parte dell'azienda che avesse tra le sue fila anche queste persone. Capisco la situazione complessa, ma se altre regioni sono riuscite a procedere senza particolari intoppi allora significa che si poteva fare di meglio".

Bekaert. L'allora ministro Di Maio prese impegni. Ad agosto scade cig e ancora c'è incertezza. Che dire ai lavoratori?

"In questo momento il Paese è alle prese con centinaia di casi Bekaert. Rifinanziare la cassa integrazione è imprescindibile, per poter superare questa fase senza precedenti. Nel frattempo confido che il governo prenda per mano la politica industriale legata alla produzione di acciaio. Senza una strategia nazionale, anche per la Bekaert come per Piombino, il futuro si fa insidioso".

Che campagna elettorale toscana si attende?

"La prossima campagna elettorale dovrà essere incentrata in gran parte sui servizi alla persona e la sanità territoriale, un tema abbandonato in questi anni in nome di un taglio di quelli che venivano definiti sprechi. Ora ci siamo accorti che così non è. La politica ha guardato al macro, alle grandi opere, ai grandi ospedali, ai grandi impianti, ai grandi flussi turistici, scordandosi del micro, delle piccole imprese, dei piccoli ospedali, dei piccoli centri e delle strade periferiche. Una miopia che si è rivelata fatale, uno snaturamento dell'essenza della Toscana più vera".