Leopolda 10 (foto Gianluca Moggi/New Press photo)
Leopolda 10 (foto Gianluca Moggi/New Press photo)

Firenze, 20 ottobre 2019 - Ora il nuovo soggetto politico, Italia Viva, con tanto di simbolo in volo e tesseramento partito col botto on line, sia forza che dà ancor più peso al centrosinistra. Da subito. In campo per le elezioni regionali della primavera 2020 in Toscana. Lo chiedono dal Pd gli zingarettiani per motivi di ’trasparenza’, lo dicono gli ex renziani per ampliare il raggio di copertura verso il centro, lo rende «ufficiale» la segretaria dem toscana Simona Bonafè quando dice: «Incontreremo anche Italia Viva nel giro di consultazioni per individuare il candidato». E dal partito di Renzi, post Leopolda? Per ora si prende tempo: «Le regionali non sono all’ordine del giorno» ha detto Matteo Renzi in apertura di kermesse ma la macchina è in moto e il partito, specialmente in Toscana, ha già le radici grazie ai tanti comitati nati dalla Versilia alla Maremma. Ecco la riprova: «Se il Pd pensa di vincere in Toscana col suo 30 % sbaglia - sottolinea Gabriele Toccafondi, deputato fiorentino di Italia Viva, ex Pdl ed ex Civica popolare - la coalizione di centrosinistra sia larga e di buonsenso».

Gli zingarettiani chiedono la partecipazione di Italia Viva nella coalizione in primis per chiarezza: «Lo ribadisco con forza - dice Valerio Fabiani membro della direzione regionale, prossimo vicesegretario - è un elemento di chiarezza se il partito di Renzi si presenta a tutte le elezioni, anche alle regionali toscane. Così si dipana la nebbia e si fa luce sui dirigenti del Pd che non sanno ancora per quanto resteranno dem per poi cambiare casacca».

Insomma Italia Viva referente naturale: «Ci confronteremo con loro e potranno dire la loro su programma e scelta del candidato sapendo che non accetteremo veti ne’ pregiudiziali». E attenzione: «Confronto leale con il Pd che ha un ruolo centrale». E da Fabiani ancora qualche stoccata: «Renzi è andato via dicendo che il Pd era il partito delle correnti, lui, però, era il capo più vistoso di una corrente radicata sul territorio. Ora Renzi è Italia Viva e non si è mai visto un partito che nasce e non chiede il consenso degli elettori....». Sulla stessa scia la consigliera regionale Alessandra Nardini: «Sono stata tra coloro che lo hanno detto per primi: è il momento del coraggio e della chiarezza».

E ribadisce per alzare un muro alla scissione a rate: «Chiunque si candiderà nel Pd deve sottoscrivere un impegno pubblico a non abbandonare il partito una volta eletto, a meno che non scelga anche di dimettersi. Chi si candida con il Pd lo faccia con convinzione e con l’idea di continuare a contribuire al nostro progetto. Chi invece, legittimamente, si sente più incline alla nuova esperienza renziana, abbia una lista che potrà rappresentarlo e nella quale potersi candidarsi». L’augurio comunque è che «in un campo largo e plurale di centrosinistra, politico e civico, a tutti i livelli ci siano sia gli amici di Italia Viva che i compagni di Leu. Lavorerò per questo».

E dal vertice del Pd regionale? Simona Bonafè è chiara: «Nel documento approvato all’unanimità nell’ultima direzione si dice che il nostro orizzonte riguarda tutte le forze del centrosinistra. Ci confronteremo quindi anche con Italia Viva. Se poi Renzi e i suoi faranno o meno liste regionali lo deciderà Italia VIva, non certo il Pd».

Che nel Pd vecchie ruggini non siano cancellate lo dimostra Antonio Mazzeo, consigliere regionale dem che non perde l’occasione per attaccare il governatore Rossi che aveva invitato a disertare la Leopolda: «Enrico è uscito dal Pd per fondare un altro partito, poi è rientrato. Non credo possa dare lezioni». Italia Viva? Interlocutore immediato. «Con il Pd, che per il peso interpreterebbe il ruolo centrale, una lista a sinistra e Italia Viva di Renzi». Obiettivo? Uno e uno solo: vincere alle elezioni. «Italia Viva potrebbe intercettare un voto di opinione», moderato, «che difficilmente potrebbe votare il Pd. Perciò spero che facciano una lista». Risponde Toccafondi: «Siamo nati ora, tutta questa pressione per scendere subito in campo da una parte ci fa piacere, ma dall’altra la capisco poco... il tempo ci aiuterà a capire cosa fare. Il centrosinistra da adesso in poi è più forte e plurale».
© RIPRODUZIONE RISERVATA