Irene Galletti, candidata presidente toscano per il Movimento 5 Stelle
Irene Galletti, candidata presidente toscano per il Movimento 5 Stelle

Firenze, 7 luglio 2020 - Non ci sta a fare la terza incomoda e se proprio fosse un vaso di coccio tra il candidato del centrosinistra (Eugenio Giani) e del centrodestra (Susanna Ceccardi), Irene Galletti, consigliera regionale e candidata presidente alle prossime elezioni settembrine per il Movimento 5 Stelle, sarebbe "un vaso molto resistente" come ha sottolineato ieri alla diretta di Rtv 38 "Primo Piano". Lei, pisana, residente a Cascina, vuol dare battaglia e far rialzare la testa ai grillini a partire dalla base "che crede fortemente nei valori che ci hanno portato a governare a Roma". Obiettivo? "Sorprendere la Toscana e rovinare la festa a chi si è già messo ad apparecchiare per spartirsi la regione".
Galletti, esclude un accordo con il Pd come proposto da Zingaretti e auspicato anche da Conte?
"Qui in Toscana per come si sono svolte le cose in questi cinque anni e per le scelte del Pd è impossibile. Inoltre la coalizione del centrosinistra ha in sè anche la componente renziana...".
E se, come si dice, lo stesso Grillo facesse un appello in tal senso?
"A Grillo dobbiamo dire solo grazie per tutto quello che siamo diventati. Lo vorrei incontrare per dirgli come i dem hanno trattato alcuni temi in Toscana. Mancano le basi per un’alleanza. E in ogni caso sarebbe da sottoporre a un voto on line".
Che Toscana si trova di fronte nei prossimi due mesi e mezzo di campagna elettorale?
" La presenza in Toscana di forti corporazioni legate a un monoblocco politico e da questo protette ha determinato un’incapacità di innovazione su ambiente, lavoro e sanità. Su questi argomenti e non solo si può e si deve pretendere di più".
Ha già attaccato i suoi avversari.
"Giani beneficia della visibilità che gli ha garantito il suo ruolo in questi cinque anni da presidente del Consiglio regionale, ma anche delle cose buone fatte da Rossi. L’altra faccia di questa medaglia è che lui c’era. E quindi i fallimenti di Rossi (dalla Darsena Europa al lavoro) sono i suoi fallimenti. Ceccardi opera per scatenare i social, per avere un like in più".
Campagna elettorale anomala in piena estate.
"Anomala. Non potremo contare su grandi piazze, ma su tanti piccoli incontri organizzati per categorie, con priorità alle realtà produttive minori e ignorate dai grandi partiti e ai comitati".
Social e territorio.
"I social sono indispensabili per rilanciare il messaggio di un candidato che non potrà aver garantita la visibilità dei due principali competitor. Il nostro punto di forza è una rete di meetup in grado di intercettare i bisogni del territorio".
Il suo tour elettorale?
"Copriremo tutta la Toscana anche con un ufficio mobile su un camper".
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