Lorenzo Becattini
Lorenzo Becattini

Toscana, 5 maggio 2020  - La fase 2 della politica. Obiettivo le elezioni regionali d’autunno. Obiettivo intermedio: intercettare necessità e bisogni ai tempi della crisi post emergenza, parlare alla gente con dinamiche e strumenti nuovi. Mentre il centrodestra toscano dà battaglia in Consiglio regionale («Giani nega il dibattito e le richieste di confronto»), il Partito democratico riscatta per primo nella corsa elettorale dopo la falsa partenza di fine 2019. Lo fa perché deve tenere unita una vasta e variegata coalizione intorno al candidato Eugenio Giani e perché teme di essere fagocitato dalla protesta popolare che potrebbe manifestarsi dando forza alla Lega d’opposizione in Toscana e a Roma. E allora da oggi alla fine di maggio sono stati allestiti cinque tavoli tematici per preparare un documento agile a disposizione del dibattito nel centrosinistra. Cinque temi attuali ai tempi dei Covid: sanità e sociale, infrastrutture materiali e immateriali con una visione efficientista ma anche conciliante con il futuro eco, lavoro e sistema produttivo, i nuovi saperi digitali e in ultimo la campagna elettorale. Sotto la regia della segretaria Simona Bonafè, coordinano i tavoli virtuali Lia Burgalassi, Marco Signani, Simone Bezzini, Andrea Ferrante e Gabriele Bosi, tesse il lavoro tra i gruppi e gli alleati di coalizione Lorenzo Becattini, punto di riferimento principe della segreteria toscana dei dem. «Non ci siamo mai fermati, ma da ora in poi dobbiamo dare un’accelerazione - spiega Becattini - il Pd è in campo, la campagna elettorale sarà storica. Mettiamo a disposizione della coalizione temi e proposte alla luce anche di quanto successo in questi mesi e di quanto ci aspetta». C’è la coscienza che il voto toscano, come quello delle altre sei regioni (Liguria, Marche, Campania, Puglia, Valle d’Aosta e Veneto) non sarà solo amministrativo, ma «avrà una forte valenza nazionale» ripete Becattini con «una priorità che vuol dire pensare al Paese». Fatti concreti, poche chiacchiere. No slogan vuoti e polemiche social: il Pd disegna una società toscana votata più al noi che all’io. «Dobbiamo e vogliamo dare al popolo toscano una visione collettiva. Anche sul come si supera tutti insieme la crisi». La campagna elettorale sarà ricca di “fantasia”. Senza feste dell’Unità, senza grandi comizi e raduni «è l’ora delle iniziative nuove» sottolinea Becattini. Il Pd deve tornare a suonare i campanelli come quando i ‘compagni’ andavano la domenica a portare casa dopo casa L’Unità, a fare dei circoli rionali dei punti di riferimento semmai con piccoli gruppi di ascolto, e poi il web e i social da sfruttare sempre di più. Le parole d’ordine per la Fase 2 sono più semplificazione (burocratica), più velocità (decisionale), più digitale (come nuova risorsa). Si aspetta un segnale definitivo dall’Europa e si rintrazia Rossi e la giuntaper la gestione dell’emergenza. L’eredità Coronavirus ha lasciato una sanità «vero tesoro sociale su cui cui bisogna investire», sottolinea Becattini. Le infrastrutture sono prioritarie, il lavoro e le imprese vanno sostenuti. «Le tasse vanno mandate molto avanti, partite iva e lavoratori in Cig non possono essere vittime due volte rimbalzando tra Inps e banche». Il Pd sa che la posta in gioco è alta: Rossi, governatore uscente ha avuto gradimento alto nei sondaggi durante l’emergenza, ma è fuori dai giochi, il centrodestra lancerà un’offensiva vera, niente desistenza. «Sfida vera, sfida nuova - conclude Becattini - attenzione: non dobbiamo sottovalutare niente».