Firenze, 14 luglio 2020 - Si è svolto nella sede de La Nazione il primo confronto tra i candidati alla presidenza della Regione Toscana Eugenio Giani (Pd, Italia Viva e altre sigle) e Susanna Ceccardi (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Cambiamo!). Il confronto è andato in diretta su Rtv38 e sulle pagine Facebook de La Nazione e della stessa emittente toscana.

La videocronaca della giornata

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Salute e sanità, infrastrutture e trasporti, turismo e commercio, imprese e manovre anti crisi: sono tantissimi i temi ’caldi’ sul tavolo. Un confronto serrato soprattutto sui rifiuti e sull'ambiente, un tema molto sensibile. Ma anche sulle infrastrutture: "Darsena Europa e Statale Aurelia sono le priorità", dice Giani. "In dieci anni non c'è stata un'infrastruttura che sia stata portata a termine da questa giunta regionale", risponde Ceccardi.

I messaggi finali dei due candidati

Al termine del dibattito i due candidati hanno lanciato i loro rispettivi messaggi agli elettori. Leggi l'articolo con i messaggi finali dei candidati - CLICCA

Giani: "Ecco cosa salvo del governo Rossi"

Cosa salva Giani del governo Rossi? "Ha saputo affrontare i momenti delicati con grande capacità. Anche durante la vicenda del coronavirus ha rappresentato la Toscana con consapevolezza e equilibrio. Ma già a dicembre vidi colpito come la difficoltà del terremoto fu affrontata con determinazione. Un mese prima aveva fronteggiato a Pisa un pericolo di alluvione che fa riflettere. Se non avessimo realizzato lo scolmatore e il bacino di Roffia Pisa avrebbe avuto serio pericolo di alluvione. Cosa ho gradito di meno? Il Rossi che si è impegnato un po' troppo in politica a volte, ma faceva parte dei suoi ideali. Io mi concentrerò sempre e solo sulla Toscana".

Ceccardi: "Ecco gli errori di Rossi"

"Abbiamo avuto un decimo dei casi di altre regioni di coronavirus e penso che sia grazie al personale medico sanitario che abbiamo superato l'emergenza. Ma penso ai ventilatori polmonari che fortunatamente non sono serviti ma non sono mai arrivati. Così come le mascherine prodotte a Prato senza le regole igienico-sanitarie. Penso che i milioni di euro spesi potevano essere investiti diversamente, come per esempio sugli ospedali". 

Ambiente, il nodo termovalorizzatori

"Il tema termovalorizzatori suscita sempre reazioni - dice Giani - ma dobbiamo fare un ragionamento più generale. Dobbiamo entrare nella logica dell'economia circolare, trasformare il rifiuto, che diventa prodotto per una trasformazione e valorizzazione nella creazione di energia. Un'economia che può generare anche nuove risorse. Sui rifiuti concentreremo le nostre risorse, le nostre possibilità di gestire attraverso l'economia circolare. Non c'è per questo la necessità di pensare a nuovi termovalorizzatori. Ne stiamo chiudendo tre: Montale, Pisa e Rufina. Ceccardi dove costruirebbe i suoi termovalorizzatori?".

"Sono allibita da come Giani cambi idea velocemebte - dice Ceccardi - Tengo al riciclo e agli impianti di cogenerazione che trasformano gli scarti industriali in energia. Sui termovalorizzatori sceglieranno i sindaci, ma non con i carrarmati ma col confronto democratico". "Credo - ribatte Giani - che l'ambiente sia un tema fondamentale. Voglio portare la Toscana al rispetto per prima degli accordi di Parigi, per circuiti di energia che utilizzi anche materiale che viene dai rifiuti. Naturalmente serve sforzo per l'abbattimento del carbon fossile".

"Giani fa giri di parole incredibili sui termovalorizzatori. In Toscana si paga tanto di Tari. Giani con un'inversione di rotta dice che non vuole realizzare termovalorizzatori. Diciamo ai cittadini che con Giani continueranno a pagare sempre di più sulla Tari".

"Assolutamente non pagheranno di più. Voglio una Toscana pulita e sinceramente ritengo di essere coerente nel dire che in una regione come la Toscana che vive di turismo e qualità della vita è indubbio che l'attenzione all'ambiente e al circuito virtuoso dei rifiuti deve essere qualcosa di importante". 

Sanità

"Tutti sono stati curati nelle terapie intensive durante i tremendi giorni del coronavirus - dice Giani - Nessuno è rimasto indietro. C'è stata grande flessibilità nei ricoveri nelle varie strutture che si è tradotta in efficacia. Questo significa che l'organizzazione su tre grandi Asl si è rivelata efficace. Certo, con questo non voglio essere trionfalista, ci sono stati punti su cui dobbiamo mettere mano. Ci sono 45 ospedali in Toscana, tutti hanno una funzione integrata. Ci sono 52 case della salute che dovranno aumentare, possono diventare comunità della salute, con gli infermieri che andranno anche a casa dei pazienti per prevenire certi problemi".

"Sono sorpresa - dice Ceccardi - che Giani difenda la riforma Saccardi. Le firme contro la riforma Saccardi furono raccolte da vari partiti, anche dalla sinistra. Poi con un colpo di mano la maggioranza evitò che si svolgesse questo referendum modificando la legge Saccardi. Anche a sinistra ci sono perplessità sulla visione accentratrice della riforma Saccardi: unificare le Asl per allontanare i territori". 

Lavoro e economia

C'è poi il tema del lavoro: "Abbiamo la necessità - dice Giani - di focalizzare quelle che sono le risorse. Arriverà una rinegoziazione che darà 150 milioni di euro alla Toscana che saranno destinate al credito ma che imporranno anche una logica da piano Marshall che porti liquidità alle imprese. La Toscana ha Fidi Toscana, questa struttura riportata in auge potrà portare le competenze tecniche per selezionare quali comparti dovranno godere dei fondi. Queste risorse sono necessarie, aggiungendole poi a quelle che riguardano l'Europa. Il Mes può essere una grande risposta". 

"Le piccole e medie imprese sono in crisi - dice Ceccardi - Un decimo degli occupati potrà perdere un posto di lavoro. Ci sarà ricaduta sui servizi pubblici. Non si possono aspettare le elezioni regionali, dobbiamo dare risposte adesso. L'Emilia Romagna ha stanziato 45 milioni, la Toscana ha stanziato 5 milioni per chi assume. E le imprese con cui ho parlato mi dicono che non possono assumere a tempo indeterminato adesso. Le imprese hanno bisogno di risposte. Poi servono risposte strutturali da qui a dieci anni. Secondo i dati della Cna la Toscana ha aumentato del 2% la tassazione. Le imprese toscane spendono 30 giorni all'anno dietro alla burocrazia". 

Le scelte di coalizione

Sulla politica Giani si sente convinto delle scelte fatte per la coalizione. "Venerdì scorso ho esposto il programma al Tuscany Hall con quelle caratteristiche dell'impegno per il fare. Il ruolo che il presidente svolge in prima persona può consentire risultati. E' un voto che si concentra anche sulla persona. La campagna elettorale dovrà svolgersi sui fatti, ho sempre pensato a realizzare obbiettivi". 

L'immigrazione

Si parla poi di immigrazione, "tema importante - dice Ceccardi - C'è il tema del rispetto delle regole e dell'accoglienza indiscriminata e del buonismo. Io da sindaco ho sgomberato tutti i campi rom. Ricordo da piccola di bambini rom che vivevano nella sporcizia, bambini della mia età. Non capisco come la Toscana possa perseguire il modello dei campi rom. Sui Cie abbiamo visto che durante il lockdown molti immigrati non rispettavano le regole. Io voglio una Toscana delle regole. Voglio un governatore che chiami i sindaci, che dal governatore Rossi non sono mai stati chiamati. Va cambiato il modello. Mi fa sorridere che Giani si dica sindaco tra i sindaci. Ma credo che vada proposta una Toscana che si basi sulla concretezza". 

Giani sull'immigrazione: "La vera questione è l'emigrazione, nel 2008 i cittadini italiani all'estero sono tre milioni, oggi cinque. Oggi sono i giovani ad andare via. Dobbiamo tornare a creare le condizioni perché l'Arno Valley torni ad accogliere i giovani. E le questioni del lavoro si manifestano con politiche attive come "GiovaniSì". La sinistra sta trovando la convergenza sulla centralità del lavoro".

La polemica fascismo-antifascismo

Su fascismo e antifascismo: "Io sono antifascista - dice la Ceccardi - ma oggi è troppo facile dirlo. E le bandiere della sinsitra che sventonalno per l'antifascismo sono facili da sbandierare, ma il Pd ha abbandonato i deboli, il loro elettorato sui temi sociali. Essere antifascisti non è solo andare a Sant'Anna di Stazzema una volta l'anno". 

E sul ritorno a Bruxelles di Ceccardi in caso di sconfitta: "Io punto a vincere, avrei potuto fare come Simona Bonafé che non si è voluta candidare. Giani non ha modo di scegliere e io sì, ma anche la legge elettorale indica che si vota per consigliere regionale e presidente regionale. Io mi candido per cambiarla, altrimenti difenderò gli interessi degli italiani a Bruxelles, ricordo che sono stata eletta come unica rappresentante toscana in Europa". 

Sul caso delle polemiche per l'iscrizione della figlia all'asilo comunale: "Mia figlia è stata sbattuta su Facebook con nome. Cambierò asilo. Ma voglio dire che dopo che mi sono insediata da sindaco le graduatorie sono state esaurite e tutti hanno trovato posto nel privato al prezzo del comunale". 

Rossi: "Ceccardi rischia querela"

Botta e risposta tra Susanna Ceccardi e il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, sul tema delle mascherine prodotte in Toscana durante la pandemia. "Fortunatamente non abbiamo avuto bisogno dei ventilatori polmonari, ordinati dalla Regione Toscana a una società di scarsa attendibilità, che non sono mai arrivati - ha detto Ceccardi durante il confronto a La Nazione -: soldi buttati cosi' come i 25 milioni al mese spesi per le mascherine, prodotte in laboratori abusivi di cinesi a Prato senza rispettare le prescrizioni igienico-sanitarie". Affermazioni che non sono piaciute al governatore Rossi: "La candidata Ceccardi ha due scelte: ritirare le sciocchezze che ha detto sulle mascherine distribuite ai cittadini toscani oppure attendere serenamente una querela. A lei la scelta", ha affermato Rossi. Ma Ceccardi non ritratta, né si preoccupa: "E' la quinta querela che annunciano e poi non fanno. La facciano, ci difenderemo", ha affermato, spiegando che "io ho parlato di qualcosa di cui tutti i giornali hanno parlato. Io ho riportato quello di cui hanno parlato gli organi di stampa".