Da sinistra Bambagioni, Ceccarelli e Remaschi
Da sinistra Bambagioni, Ceccarelli e Remaschi

Firenze, 25 luglio 2020 - Consigliere regionale Paolo Bambagioni, la tua avventura politica nei dem finisce qui. Assessori Vincenzo Ceccarelli e Marco Remaschi, la vostra carriera politica va avanti. Il casting Pd è frenetico, si rincorre da collegio a collegio e si intreccia a veti e ’spinte’ in vista della composizione delle liste per le elezioni regionali del 20 e 21 settembre. L’appuntamento con la selezione dei politici in lizza sotto il simbolo Pd è il 31 luglio quando la direzione si riunirà sotto la guida della segretaria Simona Bonafè. In ballo il peso delle correnti, il risiko delle poltrone e il rispetto del politicamente corretto con l’avanzamento, vero e non di facciata, di donne in politica.

La commissione di garanzia Pd ha bocciato la possibile candidatura di Paolo Bambagioni e ha rimandato al giudizio politico quella di Remaschi e Ceccarelli. Il verdetto è definito salvo aggiustamenti dell’ultim’ora: confermata l’esclusione di Bambagioni, rientrano in pista i campioni di preferenze, gli attuali assessore all’Agricoltura e l’assessore ai Trasporti. Che comunque non hanno preso bene la possibile ’sospensione’ tecnica. Su di loro pesa la partecipazione alla giunta Rossi? Può darsi, ma alla fine il Pd guarda al risultato e loro due sono casseforti di voti. C’è chi ha cercato di mettergli i bastoni tra le ruote o quanto meno di preferirgli altri.

A Lucca il collegio può dare due posti da consigliere. Forte la pressione, si racconta, del capogruppo dem in Senato Andrea Marcucci per dare una mano al segretario cittadino del Pd Mario Puppa. Ma non solo: Marcucci spinge anche perchè Stefano Baccelli, consigliere regionale uscente e non ricandidato, sia in pole per un posto da assessore qualora Eugenio Giani, candidato presidente del centrosinistra, vincesse (è nella sua squadra per il coordinamento della campagna elettorale). Ceccarelli sarà ricandidato su Arezzo: un patrimonio di voti come dimostrato nel 2010 (diventò assessore nel 2013) e nel 2015 (entrò in giunta subito dopo l’elezione). Discorso completamente diverso per Bambagioni: la commissione di garanzia gli ’rinfaccia’ la mancata contribuzione alla ’ditta’. Qualche migliaio di euro. Non certo un’evasione ’fiscale’ per uno che di lavoro fa il commercialista. La volontà del Pd è di chiudere il rapporto, a quanto pare. Bambagioni, legato a una sinergia tra mondo della Chiesa e della sinistra toscana, si è distinto negli ultimi anni per una sua autonomia di giudizio. In più andrebbe a cozzare in un collegio, quello della Piana fiorentina, dove il Pd punta forte su Monia Monni. "Se è un problema di duemila euro - spiega Bambagioni - eccoli pronti ma vorrei vedere i conti di tutti.... Dal Pd mi aspetto una risposta politica. Io sono stato votato da oltre seimila persone alle ultime elezioni, non gli interessa questo patrimonio di rappresentatività?".

Per Bambagioni c’è pronto un posto nella lista ’Orgoglio toscano per Giani’ se il divorzio sarà confermato. Sul fronte donne in politica Giani ha ribadito con forza che il suo vicepresidente sarà rosa. In ballo due consigliere: la pi sana Alessandra Nardini (Pd, area zingarettiana) sarebbe incalzata da vicino dalla fiorentina Serena Spinelli (Mdp-2020 a sinistra), scelta quest’ultima che acconteterebbe l’ala sinistra della coalizione.

Molto più complessa la partita sul collegio Firenze città. Jacopo Melio potrebbe essere il capolista. Sicuramente da quando il suo nome è circolato e poi quando la candidatura è diventata ufficiale c’è stato fermento intorno al Pd. "Una delle poche novità vere, diciamo la verità" segnala qualche voce dalla segreteria toscana. Farà il pieno di preferenze. E poi chi altro con lui (che potrebbe poi avere una delega da assessore)? Tre posti in tutto possibili. In lizza l’ex assessore fiorentino Massimo Mattei con tanta voglia di tornare in pista, l’assessore nardelliano Andrea Vannucci e le donne in politica, la vicesindaca di Firenze Cristina Giachi e la consigliera comunale Maria Federica Giuliani. E poi ci potrebbe essere anche il presidente del Quartiere 2 Michele Pierguidi. Le trattative di questi giorni parlano di tensioni tra Nardella e Lotti (Base riformista), le voci anche di un’attenta presenza degli uomini più vicini a Renzi su tutto quanto accade a Firenze in ottica Regionali 2020, ma anche per il futuro di Palazzo Vecchio.