Elezioni
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Firenze, 27 maggio 2020 - Se Atene piange, Sparta non ride. Centrodestra e centrosinistra toscani non se la passano proprio benone. Ogni schieramento ha un sacco di problemi, di fronte a una campagna elettorale difficile in quanto inedita con variabili che spuntano dietro ogni angolo nella fase 2-3 del post Covid.
Il centrodestra vaga ramingo in attesa di uno snodo che mai si è palesato a fine 2019 e neanche nei primi mesi del 2020. Dipendere dal risiko nazionale, dagli incastri delle altre candidature nelle regioni al voto rischia di diventare come la goccia della tortura che batte sempre lì: ma chi si candida? Dopo le fibrillazioni del dopo intervista alla "Nazione" del vice di Berlusconi, Antonio Tajani, che ha rimesso in discussione il nome di Susanna Ceccardi, biglietto da vista della Lega agli alleati (Forza Italia, Fratelli d’Italia e Cambiamo!), sono le ore della rabbia tra i sostenitori del Carroccio e del tentativo di rimettere insieme le tessere del puzzle regionale.
 

Un aiuto potrebbe venire dalla Campania. Perché? Se Caldoro non fosse più il prescelto per competere contro De Luca ’social’, potrebbe aprirsi la scelta civica. Che potrebbe fare il paio con quella toscana. In molti spingono con forza il sindaco grossetano, originario di Firenze, Antonfrancesco Vivarelli Colonna a tornare nell’agorà toscana. Lui prende tempo: "L’ho detto a suo tempo, non mi candido. Per fare una campagna elettorale così vasta bisogna avere sei mesi di tempo per lavorare". E poi "la Ceccardi è il nome giusto al momento giusto".
Insomma resta in pista, anche se non lo dice: se tutti quanti nel centrodestra glielo chiedessero e arrivasse una telefonata ’importante’ potrebbe atterrare nel bel mezzo della campagna elettorale estiva come quando si lancia dal paracadute. Oppure si potrebbe pensare a un’altra scelta civica. Sennò tra i politici il 7 di cuori potrebbe rimanere in mano ai Fratelloni di Giorgia. In ascesa continua, con forte radicamento toscano dai tempi di Alleanza nazionale. E allora ecco che il poker Giovanni Donzelli, deputato, Paolo Marcheschi, capogruppo regionale e i sindaci di Pistoia, Alessandro Tomasi e di Cutigliano-Abetone Diego Petrucci potrebbe essere spendibile per trovare il nome giusto. FdI, però, non vuol mollare Puglia e Marche e quindi difficile che la Toscana gli tocchi. Ma mai dire mai.
Nel centrosinistra pare tutto tranquillo ma così non è. Due le situazioni da monitorare. Prima: la vasta coalizione (Pd, Italia Viva e una valanga di sigle tra cui Articolo 1) da tenere insieme sui temi caldi quali sanità e infrastrutture (non tutti la pensano nello stesso modo). "Dobbiamo stringere su alcuni temi legati all’emergenza" sintetizza Lorenzo Becattini della segreteria toscana del Pd. Seconda: la capacità di penetrazione del candidato esperto Eugenio Giani, in un elettorato mutato e mutabile anche a fronte dei problemi connessi alla crisi da coronavirus.