Stefano Mugnai (Ansa)
Stefano Mugnai (Ansa)

Firenze, 24 gennaio 2021 - Tabacci non molla la presa per dare vita alla quarta gamba prima del dibattito sulla giustizia alla Camera e al Senato, i renziani hanno un filo diretto con le forze di centro e moderate del centrodestra temendo che possano andare in soccorso del premier Conte. Sullo sfondo c'è chi disegna un possibile ritorno dell'alleanza già del patto del Nazareno, ma stavolta tra Italia Viva e Forza Italia con l'accoppiata, appunto, in regia Berlusconi-Renzi per dare vita a un nuovo esecutivo allargato.

Certo è che proprio il presidente di Forza Italia ieri ha rimescolato le carte nel centrodestra rilanciando la possibilità di un governo di larghe intese in soccorso del Paese. Forza Italia ci sta. E il resto del centrodestra? Al momento no e forse anche in seguito. Visto che Lega e Fratelli d'Italia continuano a reclamare 'alle urne, alle urne'. Mentre Cambiamo!  si dice possibilista a nuove dinamiche dell'esecutivo senza ricorso al voto. 

La Toscana è in partita con i suoi protagonisti politici anche nell'opposizione al governo Conte. Le divergenze tra gli alleati storici appaiono nette. O è strategia condivisa? Ad inaugurare le danze e l'apertura a un governo di unità nazionale era stato ieri, nel primo pomeriggio Stefano Mugnai, aretino, vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera. Ha anticipato, con la sua posizione, di qualche minuto proprio la nota di Berlusconi.

«Forza Italia non dice 'elezioni o morte'. Noi anteponiamo sempre gli interessi del Paese, soprattutto in una fase delicata come questa e riteniamo che, proprio per questo motivo, sia necessario un governo che affronti le gravi emergenze sul piano sanitario ed economico - ha sottolineato Mugnai - . E sembra ormai evidente, alla prova dei fatti, che l'attuale governo in carica non ne sia capace".

Ecco l'apertura: "Forza Italia, dunque, è pronta a dare il proprio contributo auspicando che finalmente il Paese abbia un Governo con le competenze, l'autorevolezza e un ampio sostegno parlamentare e popolare". Ma "se nessun governo dovesse trovare una maggioranza parlamentare, le elezioni sono il naturale ed inevitabile sbocco. La priorità però è dare presto e nel miglior modo possibile, per l'oggi e per il domani, risposte serie e concrete agli italiani" conclude Mugnai.

Apertura arriva anche da Cambiamo!, il partito del presidente della Liguria Giovanni Toti, rappresentato in queste ore a Roma da Giorgio Silli, deputato pratese. 

"Leggendo questa mattina i giornali e le dichiarazioni dei partiti, colgo che si sta facendo strada il concetto che per primi abbiamo lanciato come movimento politico Cambiamo! - dice Silli - e cioè che questo è il momento della responsabilità, non delle pattuglie di responsabili. Appare ormai chiaro che un governo con una maggioranza raccogliticcia ed eterogenea non può essere la risposta alle sfide mondiali che abbiamo davanti. E tuttavia la soluzione non può essere neppure il chiamarsi fuori, auspicando urne immediate".

Quindi non elezioni per forza, anzi. "Non si perda altro tempo con egoismi e tatticismi - sottolinea Silli -  Il Paese, in questo drammatico momento, o si salverà insieme, oppure darà nel suo complesso la peggiore prova di immaturità.

Dopo tanti tentativi mi pare chiaro che nessun partito da solo abbia la forza e la classe dirigente per far fronte a questo sforzo. E allora tutti mettano a disposizione le proprie energie e idee per un governo forte, 'di salute pubblica', in grado di battere i pugni con le case farmaceutiche per avere i vaccini, di trattare autorevolmente con l'Europa per il Recovery, di dare risposte al sistema economico che, quando a marzo di sbloccheranno i licenziamenti, vivrà un momento difficile se non drammatico".

Ma c'è chi dice no. Lega e Fratelli d'Italia non mollano dalla linea del voto. Nessuna apertura, nessuna disponibilità. "Questo governo è totalmente incapace, oggi più che mai, di dare risposte ad imprese, famiglie, giovani, partite iva. L'unica strada è quella di restituire ai cittadini la possibilità di tornare alle urne e ridare all'Italia una maggioranza forte ed autorevole", ha scritto su facebook l'eurodeputata leghista di Cascina, ex sfidante di Giani a presidente della Regione Toscana, Susanna Ceccardi.

E Giovanni Donzelli, deputato fiorentino di Fratelli d'Italia, braccio destro di Giorgia Meloni, non fa giri di parole e sottolinea la "coerenza ancora una volta" del suo partito: "Stiamo assistendo ad un vergognoso teatrino sulla pelle degli italiani: è evidente a tutti che in questo modo Conte non può governare un solo giorno di più. Per noi c'è un solo sbocco naturale: le elezioni per dare all'Italia un governo coeso, forte e stabile" dice.

L'apertura di Berlusconi? "Ha reso chiaro ed evidente a tutti che a sinistra non c'è alcuna volontà di collaborare ma solo giochi di poltrone e potere". E getta acqua sul fuoco di possibili spaccature nella coalizione: "Come centrodestra il giorno dopo che finirà questo spettacolo indecente avremo una posizione unica, come sempre abbiamo avuto in questi mesi. La maggioranza litiga ogni giorno e offre al paese uno spettacolo indegno: la vera irresponsabilità politica è questa, noi chiediamo il voto proprio per dare all'Italia un governo che decida".