Carlo Calenda (Imagoeconomica)
Carlo Calenda (Imagoeconomica)

Firenze, 21 luglio 2020 - Pd appiattito sul Movimento 5stelle, Renzi regista di una "sciagurata" alleanza di governo, Conte "incapace di tradurre annunci in atti concreti". E ancora alle Regionali toscane Giani candidato "non innovativo", Ceccardi "scelta tragica". È il ciclone Calenda, Carlo in "Azione" come il nome del suo partito, totale, su tutti i fronti. Oggi a Firenze (alle 19 alle Pavoniere delle Cascine) presenta il suo libro "I mostri", una sorta di manifesto di quello che l’ex ministro nei governi Renzi e Gentiloni vuol fare: buttarsi nella mischia per portare avanti “un grande partito liberal democratico di Centro” che dia una vera alternativa a populisti e sovranisti. E anche
al Pd che vive l’"ora più buia".

Calenda, lei dice che mettiamo a governare quelli che non metteremmo a gestire un bar. C’è bisogno di una rivolta di consapevolezza nei cittadini, allora.
"Vige tuttora uno spiccato senso di appartenenza, quando si va a votare ci si dimentica di tutto, siamo l’unico Paese in cui si parla ancora di fascisti e comunisti e non si pensa che lo Stato non riesce a pagare la cassa integrazione... bisogna abbattere questa anomalia".

A Firenze presenta il suo libro ’I mostri’. La città è in piena crisi post Covid, il sindaco Nardella guida il cosiddetto partito dei sindaci. Una prospettiva da cui ripartire?
"La nuova politica può partire dalle amministrazioni locali perché è lì che ci si confronta con i problemi reali mentre ad esempio Salvini e Gualtieri non hanno mai amministrato niente. Bisogna però mettere da parte le trovate mediatiche come Nardella ha fatto quando disse apriamo i musei mentre si diffondeva il coronavirus, così ricordo nel libro. Nardella può avere una prospettiva anche nazionale ma non in questo Pd, non vedo come i sindaci potrebbero crescere là dentro".

Lei propone questa grande alleanza dal Pd a Forza Italia. Secondo lei questo governo quanto potrà durare?
"Alla fine dura perché non c’è alternativa con un’opposizione che è la migliore garanzia di sopravvivenza del governo Conte. In tutti i paesi del mondo di fronte a una prospettiva di profonda crisi in autunno ci si metterebbe tutti intorno a un tavolo per dare una risposta di unità nazionale. Invece ci si scanna tra comunisti, fascisti e tutte queste stupidaggini".

Oggi si parla di possibile desistenza tra 5Stelle e Pd alle prossime regionali. E’ la fine della forza delle idee?
"Ma certo, è un modo per taroccare le elezioni. Non avendo niente da proporre dicono ’Mamma, li fascisti’. Fanno ridere".

«Azione» non si presenta alle Regionali tranne in Puglia. Perché?
"Non ci sentiamo di appoggiare né i candidati di centrosinistra che sono piuttosto scarsi né quelli di centrodestra che nel caso della Toscana sono addirittura tragici. E non abbiamo ancora la forza di fare una candidatura indipendente".

Ceccardi tragica quindi secondo lei. E Giani?
"Non particolarmente innovativo, non darà una svolta; siamo nella logica del meno peggio".

Appuntamento nel 2023.
"Spero anche prima".

Lei vuole ricostruire un grande Centro. Molti ci hanno provato prima di lei.
"Vogliamo costruire un partito di Centro, non la Dc del terzo millennio, ma un grande partito liberal democratico alternativo a Grillo e a Salvini".

Il Pd è nel suo mirino. E’ forse la fase più critica dei dem?
"Sì, credo proprio di sì. Non ricordo un Pd così appiattito sui 5 Stelle. Che vota quello che aveva detto che non gli piaceva: dal taglio dei parlamentari alla prescrizione alle intercettazioni telefoniche all’eliminazione dello scudo sull’Ilva al Mes. Il Pd non ha più un pensiero, non ha più una linea politica, sta solo lì a seguire i 5Stelle per paura di andare alle elezioni".

Anche Renzi punta al Centro.
"Ne parlo solo per dire che è stato l’autore di questo governo Pd-5Stelle, è dentro questa maggioranza e fa un percorso completamente diverso dal mio".

I prossimi mesi saranno durissimi. Cosa fare concretamente per i cittadini e le imprese?
"Prendere in mano il Mes e mettere a posto il Servizio Sanitario Nazionale, sul fronte economico abbiamo fatto molte proposte a partire dal ridare l’anticipo Ires e Irap di novembre. Il problema è che il governo non ha un piano".
© RIPRODUZIONE RISERVATA