L'assessore Stefano Baccelli
L'assessore Stefano Baccelli

Firenze, 1 dicembre 2020 - «Il nostro sistema di trasporto pubblico locale può reggere, nel rispetto delle norme di sicurezza Covid, solo se il 50 per cento degli studenti toscani va a scuola e l’altrà metà segue le lezioni da casa». Stefano Baccelli, assessore regionale ai Trasporti, non fa giri di parole al termine della prima riunione della cabina di regia regionale che mette insieme tutti i protagonisti del piano sui collegamenti casa-scuola con bus urbani ed extraurbani, traghetti e treni. Assessore, finalmente una cabina di regia. «Non ci vogliamo far trovare impreparati. Vogliamo che i trasporti siano sicuri. Abbiamo messo insieme Anci e Province, sindaci delle città capoluogo, aziende di tpl, ferrovie e traghetti, l’ufficio scolastico regionale. Un coordinamento permanente: la riunione è andata molto bene». State definendo il piano rientro a scuola quando gli studenti delle Superiori torneranno in classe. «Sì, dalla Regione Toscana parte l’input che deve arrivare a tutti i territori fino al più piccolo dove c’è uno studente da trasferire. Noi facciamo la nostra parte investendo quattro milioni». Come vengono utilizzati? «Lo stanziamento è a disposizione delle aziende di trasporto che in base alle necessità di copertura possono rafforzare i collegamenti con più corse facendo riferimento al noleggio di pullman turistici. In più possono essere stipulati accordi con gli ncc e le coop di taxi». La Regione ha già stabilito che i mezzi devono avere una capienza del 50 %. «Lo confermiamo. Se la didattica torna in presenza la sicurezza potrà essere garantità solo se la metà degli studenti resta a casa, altrimenti ci vogliono altri investimenti. Semmai dallo Stato». I tutor alle fermate? «Entro il 3 dicembre tutte le province e i comuni più grandi ci devono dire come si organizzano: se affidano il servizio a volontari, a coop di servizio, a vigilantes. Sarà un servizio molto utile per fare da filtro e controllare la capienza».