Questa mattina, alle 10.30, i rappresentanti di tutti i circoli della montagna pesciatina incontreranno il sindaco Oreste Giurlani. L’iniziativa si svolgerà in contemporanea con tutta una serie di presidi e di attività organizzate dal mondo dell’associazionismo culturale e ricreativo su tutto il territorio nazionale. "Non ci stiamo – dicono i gestori dei circoli – a essere temporaneamente chiusi e a cessare l’attività, come prevede l’ultimo Dpcm del 24 ottobre". Nel corso dell’incontro manifesteranno al primo cittadino...

Questa mattina, alle 10.30, i rappresentanti di tutti i circoli della montagna pesciatina incontreranno il sindaco Oreste Giurlani. L’iniziativa si svolgerà in contemporanea con tutta una serie di presidi e di attività organizzate dal mondo dell’associazionismo culturale e ricreativo su tutto il territorio nazionale. "Non ci stiamo – dicono i gestori dei circoli – a essere temporaneamente chiusi e a cessare l’attività, come prevede l’ultimo Dpcm del 24 ottobre".

Nel corso dell’incontro manifesteranno al primo cittadino i disagi che tale decisione può comportare per le popolazioni della montagna, sopratutto in quei paesi dove il circolo è l’unico locale aperto e assolve a tutta una serie di servizi indispensabili per l’intera comunità. I presidenti dei circoli della Valleriana sono concordi, al di là delle associazioni di appartenenza, nell’affermare che, seppur nella consapevolezza che l’emergenza epidemiologica non è terminata e che la salute è un bene primario, una legge con caratteristiche come quella attuale male si adegua alle esigenze e ai bisogni del nostro territorio, dove i circoli stessi sono impegnati in prima linea per contrastare il diffondersi del virus, distribuendo le mascherine e sviluppando un’intensa attività informativa e preventiva. Fermarne l’attività può significare decretarne la chiusura o creare le condizioni dalle quali, poi, sarà difficile, per alcuni forse impossibile, riuscire a ripartire. Un grido d’allarme che in questa ultima settimana si sta alzando un po’ in tutta la Toscana. Perché i circoli sono un ibrido tra attività commerciale e presidio culturale senza avere i vantaggi o le copertura né dell’una e dell’altra.

Su questo argomento nella giornata di ieri è intervenuta anche l’assessora regionale alle politiche sociali Serena Spinelli dato che in Toscana questa situazione di stallo riguarda, secondo una stima, circa 2 mila realtà. "Stiamo lavorando alacremente – ha detto la Spinelli – affinché nelle pieghe dei doverosi provvedimenti nell’ambito dell’emergenza Covid non si produca una discriminazione a danno dei circoli ricreativi e culturali della Toscana, che costituiscono un presidio sociale irrinunciabile e che hanno dimostrato anche negli scorsi mesi una grande capacità di mobilitazione responsabile e solidale".

Per modificare questa situazione, Serena Spinelli garantisce il massimo impegno della Regione in tutte le sedi: "Chiediamo alle autorità competenti di voler riesaminare l’interpretazione restrittiva fornita e consentire la somministrazione per i circoli come attività funzionale, in questa fase emergenziale, alla loro stessa sopravvivenza come presidi sociali".