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Nuovo ribaltone nel Pd. Ecco le dimissioni di Tripi: "Motivazioni personali"

Passo indietro del segretario comunale: "Sia occasione di rinnovamento". La guida provinciale dem Mazzanti ha già avviato le consultazioni interne.

Walter Tripi si è dimesso dalla carica di segretario comunale del Partito Democratico. Nessuna frattura politica, bene chiarirlo subito: le motivazioni sono prettamente personali. Ma si tratta indubbiamente di un’altra questione aperta da risolvere con una certa urgenza in casa dem, a stretto giro di posta della risoluzione del nodo legato alla segreteria provinciale. Segreteria provinciale che, nella figura di Marco Mazzanti, avrebbe già avviato le consultazioni per portare una candidatura – possibilmente nel solco della ’linea verde’ già avviata proficuamente sul territorio – alla prossima assemblea dell’Unione.

La notizia è stata diffusa dallo stesso Tripi con una comunicazione agli iscritti: "In questa fase il mio impegno è dedicato principalmente all’ambito lavorativo, che richiede molte delle mie energie – ha spiegato il dimissionario –. Per questa ragione faccio un passo indietro rispetto al ruolo di Segretario. Ritengo corretto e necessario che il percorso dell’Unione Comunale prosegua sotto una guida che possa dedicare il giusto tempo e il giusto entusiasmo al percorso di rilancio programmatico e politico che meritano il nostro Partito e il nostro territorio. Il segretario provinciale Marco Mazzanti, già da tempo informato, avrà la piena autorevolezza per guidare un percorso di avvicendamento che possa essere occasione, spero, per aprire positivamente una pagina di rinnovato impegno comune verso i prossimi obiettivi. Ho provato a dare il massimo – ha concluso l’ex capogruppo del Pd in consiglio comunale – e voglio ringraziare tutte e tutti voi per l’apporto che, ognuno per propria parte, ha dato e continuerà a dare. Fino alla nuova nomina alla segreteria, darò volentieri il mio contributo per far proseguire regolarmente il lavoro del Partito".

Intercettato telefonicamente, Tripi ribadisce che "non ci sono dietrologie politiche: si tratta di una scelta di responsabilità tanto nei confronti del mio lavoro quanto del Pd. Sono stati anni complessi ma molto formativi, prima da capogruppo per la prima volta all’opposizione, poi da segretario a un passo dalle elezioni con molto da costruire – ripercorre –. Un servizio per un Partito che è anche casa mia da molto tempo. L’impegno, soprattutto negli ultimi due anni, è stato quello di provare a ricostruire un’organizzazione che deve ripensarsi in chiave contemporanea, non a caso l’obiettivo è stato quello di investire su una nuova classe dirigente di giovani che possa dare un contributo di rinnovamento, con visioni e metodi nuovi, adatti a un contesto di cambiamenti repentini. Spero che questo investimento non si disperda. A questo si vanno ad aggiungere la prima Festa dell’Unità alle Fornaci, la ripartenza in corso di un Circolo Pd essenziale come quello Hitachi, tante iniziative svolte negli ultimi anni". Anni decisamente complessi, quelli affrontati da Tripi. "Il nostro è un Partito che non sempre riesce a superare alcune roccaforti lavorando in modo unitario e comune – ammette –. Ho provato sempre a lasciare ampio spazio all’azione politica e anche a stimolarla, con risultati alterni. Il prossimo corso dovrà a mio avviso accelerare per la costruzione di una proposta politica che non parli tanto di colpe e incapacità altrui (che non mancano) – conclude –, quanto delle nostre idee e del territorio che immaginiamo per il futuro".

Alessandro Benigni