La tecnologia amica. È nato il robot Cobot: "Aiuterà le persone. Non le sostituirà..."

L’innovazione si fa strada alla Argos Engineering di Candeglia. Qui tecnici e ingegneri di tutta la regione si incontrano per. progettare "esemplari collaborativi" ma anche esoscheletri.

La tecnologia amica. È nato il robot Cobot: "Aiuterà le persone. Non le sostituirà..."
La tecnologia amica. È nato il robot Cobot: "Aiuterà le persone. Non le sostituirà..."

La sfida ai grandi colossi della tecnologia mondiale passa da Pistoia, più precisamente dalla Argos Engineering di Candeglia. Ed è qui che tecnici e ingegneri di tutta la Toscana si sono dati appuntamento per vedere, accese e in funzione, le ultime innovazioni robotiche che l’azienda ha prodotto e sviluppato nel suo centro-studi di via Sant’Alessio. Particolare attenzione è stata data ai cosiddetti cobot: non è un errore di battitura, bensì un prodotto tecnologico diverso dai robot a cui siamo abituati a pensare. Un cobot è più compatto, leggero e occupa meno spazio di un robot, oltre a essere progettato apposta per collaborare e interagire con le persone, che lo possono toccare e posizionare manualmente quando non è in movimento.

"Il cobot aiuta le persone nell’attività lavorativa, non va certo a sostituire le persone – sottolinea Argeo Bartolomei, amministratore di Argos –, nonostante le credenze. Cobot, infatti, significa ’robot collaborativo’. Per lavorare con l’uomo, i cobot hanno bisogno di sensori estremamente sofisticati e interattivi con l’uomo stesso. Nascono per coadiuvare il personale nelle azioni ripetitive e rischiose. Inoltre, proponiamo questi oggetti anche nelle scuole, in modo tale da dare ai ragazzi uno strumento per imparare l’utilizzo di queste macchine in ambito industriale". Dire ’tecnologia’ a Pistoia significa, molto spesso, pensare ad Hitachi Rail. Tuttavia l’indotto tecnologico di quest’area è composto da numerose aziende a conduzione semi-familiare che si posizionano, quotidianamente, spalla a spalla coi colossi dell’industria mondiale. "Non è semplice ma sicuramente molto stimolante – sottolinea Bartolomei –. In azienda siamo in cinque, ma rimaniamo al passo con le innovazioni mondiali. Abbiamo, comunque, uno zoccolo duro di clienti con il quale esistono rapporti di lavoro e collaborazione da molti anni basati sulla fiducia reciproca. Ed è così si riesce a stare sul mercato in un ambito così competitivo".

Alla presentazione è stata mostrata anche una serie di esoscheletri: una specie di imbragatura per schiena, braccia e spalle che sorregge e aiuta i muscoli degli operatori durante le attività più faticose e ripetitive. Chi le indossa durante il lavoro compie molta meno fatica fisica nel corso della giornata. L’evoluzione dell’industria mondiale passa, insomma, da aziende come queste. Tuttavia, per continuare lo sviluppo di questa attività c’è una grande necessità di menti giovani e fresche da inserire nel mercato del lavoro. "La richiesta di nuove figure tecniche è molto molto alta – conclude Bartolomei –, a Pistoia il nostro ITS Prime sta iniziando a dare buoni risultati. Noi andiamo a cercare il capitale umano praticamente a uno a uno nelle scuole, ma non è facile trovare ragazzi e ragazze disposti a mettersi in gioco in questo ambito. C’è ancora poca conoscenza delle opportunità che offrono queste tecnologie nel mercato del lavoro".