Imprese, fra crisi e aiuti. Gli agricoltori a Bruxelles

Nelle delegazione partita per manifestare c’era anche un gruppo pistoiese "Stop alla burocrazia e all’aumento dei costi che danneggiano le aziende".

Imprese, fra crisi e aiuti. Gli agricoltori a Bruxelles

Alcuni dei rappresentanti di Coldiretti a Bruxelles

Gli agricoltori alzano la voce. Per protestare. Ma anche per proporre. Una delegazione di agricoltori ed allevatori da tutta la regione è andata direttamente dove si decidono le sorti agricoltura per farsi sentire. Fra questi anche una delegazione pistoiese, tra cui Michela Nieri, responsabile Donne Coldiretti di Pistoia e della Toscana, e Niccolò Savigni, presidente del Consorzio di tutela della Cinta Senese Dop.

Quali le richieste? Stop alla burocrazia – si legge in una nota di Coldiretti – e all’aumento dei costi che danneggiano gli agricoltori, incrementare gli aiuti alle aziende per contrastare la crisi e l’aumento dei tassi di interesse, garantire una moratoria sui debiti, rafforzare la direttiva europea contro le pratiche sleali e cancellare definitivamente l’obbligo dei terreni incolti. Sono solo alcune delle proposte del Piano presentato dalla Coldiretti in occasione della manifestazione a Bruxelles con migliaia di agricoltori da tutti Italia scesi in piazza con un corteo che dalla stazione Luxembourg ha raggiunto Rue de la Loi, a pochi passi dal Parlamento europeo a Bruxelles.

"Siamo qui – spiega la presidente regionale Cesani - per chiedere risposte esaustive in tempi certi alle necessità delle nostre aziende e scardinare quei regolamenti che non hanno senso. Per questo abbiamo messo in campo un lavoro costante di mobilitazione, ma anche di rapporto diretto con le istituzioni europee". "Una grande organizzazione come la Coldiretti ha il dovere di trasformare la protesta in proposte concrete, nella consapevolezza che la maggior parte delle battaglie cruciali per il futuro delle nostre campagne si combattono proprio a Bruxelles – ha aggiunto –. Proprio per questo abbiamo predisposto un documento strategico anche sulla Pac dei prossimi anni, che deve essere semplice e in linea con le necessità delle imprese. Dobbiamo dire basta alla contrapposizione tra agricoltura e ambiente, gli agricoltori sono il primo presidio ambientale".

Coldiretti chiede di eliminare le eventuali sanzioni a carico degli agricoltori per il 2024 e il 2025 e di procedere alla cancellazione definitiva dell’obbligo di tenere il 4% di terreni incolti, in quanto la semplice deroga non è sufficiente. Al di fuori della Pac, la situazione economica del settore agricolo è però talmente grave che va affrontata con misure specifiche anticrisi