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Giacomo Leopardi: il viaggio a Roma tra speranze e delusioni nelle lettere pubblicate da Helicon

Le lettere di Leopardi rivelano la delusione del suo viaggio a Roma, pubblicate da Helicon e curate da Andrea Pellegrini.

Andrea Pellegrini è docente di lettere all’alberghiero di Montecatini e dottore in ricerca in Italianistica

Andrea Pellegrini è docente di lettere all’alberghiero di Montecatini e dottore in ricerca in Italianistica

Spoleto, novembre 1822. Un "affettuosissimo e riconoscentissimo" figlio scrive al padre. È in viaggio diretto a Roma. E enorme è l’aspettativa che quel giovane uomo (ha 24 anni), si porta dentro: Roma nelle sue idee è il luogo in cui la sua personalità e il suo talento umanistico spiccheranno il volo. E invece no. E quella che era speranza diventa da subito delusione. Lui è Giacomo Leopardi.

Quella serie di speranze disattese trova perfetta espressione nella corrispondenza che Giacomo intrattiene con la famiglia e che sono oggi pubblicate per Helicon in "Giacomo Leopardi-Il viaggio a Roma. Lettere (1822-1823)", XI volume della collana Occhio di Bue curata da Andrea Pellegrini con il direttore del Gabinetto Vieusseux. In circa sessanta lettere riemergono pensieri insoliti e rari appartenuti al poeta e scrittore di Recanati che qui si mette totalmente a nudo.

Bastano due giorni dall’inizio del viaggio perché Giacomo dichiari tutto il suo avvilimento. Prima nei confronti della casa che lo accoglie e dei parenti che la abitano, descrivendola al fratello Carlo quale espressione di "minutezza insopportabile e trascuratezza indicibile", poi verso la città: "Le donne romane fanno propriamente stomaco, gli uomini fanno rabbia e misericordia".

Ed è proprio quando si rivolge al fratello – "Carlo mio" – che Giacomo rivela l’essenza più profonda e vera di questa esperienza romana, così ricca in "sciocchezza, insulsaggine e nullità", dalla quale uscirà con la pazienza e la fiducia in sé stesso "distrutte". E poi la noia, un sentimento ricorrente, e il bisogno "d’amore, fuoco, entusiasmo, vita".

"Quelle che pubblichiamo – spiega Pellegrini – sono le lettere del primo viaggio romano di Leopardi. A Roma Giacomo spera anche di trovare un lavoro che, non in ambito ecclesiale, ma che riconoscesse appieno le sue capacità letterarie. Ciò non accade, pertanto Giacomo chiuderà questa parentesi dopo sei mesi. Tra i destinatari delle lettere inviate dal novembre 1822 all’agosto 1823 ci sono principalmente il padre Monaldo, la madre Adelaide, i fratelli Carlo e Paolina. Quello che emerge è un Leopardi spogliato dalle apparenze, nudo nella sua debolezza, taciturno, timido. Al variare del destinatario varia anche il tono assunto, sottomesso se l’interlocutore è il padre, filosofico e paternalistico se si tratta della sorella, amichevole, confidente e autentico col fratello".

Andrea Pellegrini è docente di lettere all’alberghiero di Montecatini e dottore in ricerca in Italianistica nel Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Firenze, con alle spalle numerose pubblicazioni e collaborazioni. "Il viaggio a Roma" è stato presentato in anteprima alla Fondazione Poma di Pescia, con le letture dei testi a cura degli allievi del corso di teatro della stessa Fondazione tenuto dalla professoressa Jula Bevilacqua. Questi i nomi dei ragazzi: Anna Baldaccini, Elisa Coraci, Sara del Terra, Vittorio Incerpi, Arianna Lombardi, Francesca Luchi, Caterina Luciani, Emma Parenti.