Cristina Palandri ha partecipato con gioia al progetto
Cristina Palandri ha partecipato con gioia al progetto

Pistoia, 3 maggio 2019 - Tu chiamale se vuoi, emozioni. L’arte che nasce dallo sfiorarsi di sensibilità speciali. Ecco la mostra, “Un aquilone leggero più dell’aria”, di Cristina Palandri e dei ragazzi de L’Incontrario: l’inaugurazione, domani sabato 4 maggio alle ore 18, alla bottega artigianale L’Incontrario, in Via Pacini 34 a Pistoia (sito internet www.lincontrario.org). Una rassegna, a ingresso gratuito negli orari del negozio, che si terrà nei mesi di maggio e giugno 2019.

L’esposizione è il risultato del lavoro di 4 laboratori, tenuti ad aprile, da Palandri ai giovani, che hanno fatto delle loro disabilità una dolcissima e forte fonte artistica. Materiali utilizzati la carta e altri, da assemblare in libertà. Una collaborazione, proficua, tra l’artista pistoiese e i ragazzi, sviluppatasi sul tema della leggerezza: da questo, una serie di aquiloni, un viaggio attraverso la fantasia, i pensieri più soavi, più lievi.

“È stata un’esperienza bellissima – racconta Palandri –: sono contenta di aver fatto parte di questo progetto e davvero soddisfatta della risposta di questi giovani, bravi a seguirmi, ma soprattutto bravi a elaborare il tutto. La mostra sarà un insieme di mie opere e altre realizzate assieme a loro”. Una rassegna tutta da osservare per coglierne l’essenza, per comprendere che sensibilità speciali fanno miracoli di cartapesta.

Stavolta a L’Incontrario si è andati oltre al disegno, grazie anche all’anima di Palandri, che traspare come sempre da ogni sua piccola grande creazione. Il suo ritorno pistoiese merita di essere visto, così come merita di essere apprezzato il lavoro dell’associazione che fa de L’Incontrario una vetrina di umanità. Di rara umanità, di questi tempi. La missione è sempre la stessa: l’incontro dei ragazzi con un artista, il loro idem sentire, il legame che si crea, l’opera che ne scaturisce. Il riconoscersi migliorati l’uno e gli altri. In piccolo la ricetta della vita, di quell’esistenza troppo bella nella quale, almeno una volta, ognuno di noi ha fatto volare o sognato di far volare un aquilone. Lontano da tutto, da tutti. In pace con sé stessi. Infine sorridendo.

Gianluca Barni