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Pisa, undici gare con tre scontri diretti per la salvezza .

La strada da percorrere è irta di difficoltà. Undici partite al termine del campionato, solo tre gli scontri diretti di altissima pericolosità, inframezzati da una serie di partite ancora più difficili contro squadre di alta quota. Con il Cittadella, che arriva da ben 7 sconfitte consecutive, la prima prova, forse l’ultima occasione per Aquilani. Se infatti la società nerazzurra dovesse decidere di cambiare, potrebbe essere proprio dopo la sfida con i granata. Il calendario infatti a quel punto offrirebbe, una settimana dopo, lo scontro diretto contro la Ternana (9 marzo), dietro in classifica di soli 2 punti e in zona playout, ma soprattutto la sosta di due settimane per le nazionali che arriverà dopo una partita ancora più difficile con il Como, il 16 marzo.

L’ultima volta che la società decise di cambiare in corso, tra Maran e D’Angelo, fu proprio in concomitanza con una sosta. Il calendario si complicherà ulteriormente perché il primo giorno di aprile all’Arena ci sarà il Palermo, sperando che i problemi dell’Arena Garibaldi siano risolti e la Curva Nord possa tornare sugli spalti con l’ampliamento della capienza. Occhio anche al Brescia (6 aprile), prima di un altro scontro diretto per la salvezza contro la Feralpisalò (13 aprile). Si entrerà a quel punto nelle ultime 5 giornate di campionato.

Prima il Bari in trasferta (20 aprile), poi altri due scontri di alta quota, in data da definire, contro Catanzaro e Cremonese. Infine Sudtirol e Ascoli, ultimi scontri diretti per la salvezza. Oggi tutt’altro che scontata. Il momento è complesso la gara con il Modena ha fatto riemergere il problema dei cartellini rossi. La partita è stata la settima giocata in inferiorità numerica dal Pisa per il 28% delle gare giocate in queste condizioni e dalle quali sono arrivati soltanto 3 punti.

Con il Parma, all’andata, il rosso di Leverbe fece giocare il Pisa in 10 per 60 minuti e arrivò una sconfitta (1-2). Col Modena Hermannsson uscì al 34’ e il Pisa perse 0-2. Con il Bari Nagy venne buttato fuori all’89’ e i pugliesi trovarono il pareggio pochi minuti prima (1-1). Costò caro anche il rosso di Barbieri col Cosenza, che si tradusse in un’altra sconfitta nel recupero (1-2), quindi l’espulsione di Marin con il Palermo (sconfitta per 2-3), quella di Calabresi (nel ritorno), nuovamente contro il Cosenza (pareggio 1-1) e infine il rosso di Valoti col Modena, per il 2-2 di mercoledì sera.

Aquilani, mai così traballante, ha anche numeri fortemente negativi in media punti. Con 1,14 punti e 31 lunghezze in classifica, è il peggior rendimento in questi ultimi 5 anni consecutivi di Serie B. Rimanendo nel torneo cadetto il Pisa ha fatto peggio solo nel 1993-94 e nel 2016-17. In entrambe le occasioni fu retrocesso. Numeri come questi non possono che invitare a profonde riflessioni in queste ore da parte dei vertici societari, alla luce anche della contestazione dei tifosi all’Arena Garibaldi di mercoledì sera.

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