Aquilani all’attacco

Dieci reti in 5 partite: solo Palermo e Spezia fanno meglio .

Se il numero dei gol segnati equivalesse a un termometro per valutare lo stato di salute di una squadra, allora il Pisa risulterebbe una delle formazioni più in forma del campionato. E in parte è così. Prendendo in considerazione le ultime cinque giornate, soltanto il Palermo – protagonista di una grandissima cavalcata in questo avvio di 2024 – con tredici gol e lo Spezia di D’Angelo, anche loro in netta risalita, con undici, hanno segnato più del Pisa, terzo migliore attacco in questo frammento di campionato con dieci reti, al pari di Parma, Modena e Cosenza.

Dieci gol in cinque partite. Un dato che acquista maggior risalto considerando che nelle precedenti venti partite ne erano stati realizzati appena venti. Un terzo del numero di gol totali la squadra di Aquilani li ha messi a segno in questo lasso di tempo, passando da una media di un gol per partita, all’abitudine di segnarne almeno due. Si conferma, inoltre, l’eterogeneità dei marcatori. Il Pisa è una vera e propria cooperativa come poche squadre in Europa, come analizzato in queste pagine nei giorni scorsi: i dieci gol considerati sono arrivati da nove marcatori diversi, con il solo Caracciolo che – a sorpresa - si è ripetuto, contro Cosenza e Sampdoria. Anche la modalità dei gol segnati si è diversificata: su punizione, su rigore, di testa, all’ultimo minuto, in contropiede, da dentro l’area e dalla distanza.

Esiste però anche l’altro lato della medaglia, altrimenti staremo parlando di un Pisa in piena zona playoff. Le reti sono arrivate, sì, ma la percentuale realizzativa avrebbe potuta essere ancora migliore, con alcuni errori, come quelli di Bonfanti contro la Sampdoria o di Torregrossa nell’ultima giornata che hanno inficiato nella statistica. Non ottimale la precisione nelle conclusioni: soltanto il 45% delle conclusioni totali sono state indirizzate verso lo specchio.

Inoltre, per un attacco che produce, c’è una difesa poco solida: nel frammento di campionato analizzato, sono arrivati sette punti e otto reti subite, sei di queste arrivate nelle sconfitte contro Spezia e Parma. Invertiti i ruoli rispetto alla prima metà di stagione, dove era il reparto arretrato il punto forte della squadra di Aquilani. La media di 1,2 gol subiti nelle prime venti giornate ha visto alzarsi a 1,6 nelle ultime cinque, in confronto all’1,15 delle precedenti venti giornate.

Maggiore spregiudicatezza, che sembra derivante da un cambio di filosofia, con maggiore verticalità e quel possesso palla, quasi asfissiante di inizio campionato, sempre lungo, ma più calibrato: 55% di media (che ha abbassato la percentuale stagionale a 57%). Un cambio di trazione che adesso deve trovare nuovo bilanciamento.

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