Il rettore della Scuola Sant’Anna, Pierdomenico Perata, nella redazione de La Nazione
Il rettore della Scuola Sant’Anna, Pierdomenico Perata, nella redazione de La Nazione

Pisa, 4 dicembre 2018 - Una scuola di eccellenza che vuole crescere e continuare a brillare sulle frontiere sempre più avanzate dell’innovazione, ma che vuole vincere anche la sfida delle sfide, quella contro i lacci di un sistema burocratico asfissiante. «Perché solo così potremo essere realmente competitivi e offrire possibilità ai nostri giovani che altrimenti continueranno ad andare all’estero per costruirsi un futuro». Parola del rettore della Scuola Sant’Anna, Pierdomenico Perata che ha trascorso una mattinata nella redazione de «La Nazione» per presentare i nuovi obiettivi e progetti della Scuola e tracciare un bilancio del suo mandato, durato sei anni, che si chiuderà nel 2019.

La Sant’Anna – che è tra i primi 200 atenei al mondo e conta 140 tra professori e ricercatori oltre a 270 allievi ordinari e circa 300 allievi dottorandi – vuole crescere ancora «perché oggi ci misuriamo con un sistema globale, estremamente competitivo dove occore avere una dimensione sufficiente per essere della partita» dice Perata delineando la nuova sfida dei prossimi anni cioè portare la Scuola al raddoppio tra professori e ricercatori soprattutto «nelle aree più innovative e nei settori strategici per il sistema Paese, come la robotica e le tecnologie abilitanti abilitanti di industria 4.0 per affrontare la sfida di una industria sempre più tecnologica, legata all’automazione robotica, all’intelligenza artificiale e a internet».

Solo così e con risorse aggiuntive alle istituzioni che hanno le carte in regola per raccogliere questa sfida, si potrà fermare l’esodo verso l’estero dei nostri giovani talenti. «Un numero su tutti: il 25% dei dottorandi tedeschi trova lavoro in ambito accademico nel proprio paese, per gli italiani solo il 10%. Perché? Molti vanno a studiare in Germania perché là trovano infrastrutture e qualità dell’ambiente di ricerca superiori, mentre mediamente in Italia abbiamo laboratori non sempre all’altezza, edifici non di qualità. La Sant’Anna, viceversa, avrebbe tutte queste strutture, ma fa fatica a costruire nuovi laboratori per colpa di una burocrazia asfissiante che moltiplica i ritardi e i rinvii. Il caso del nuovo Parco scientifico che vorremmo realizzare a San Giuliano è emblematico: è finanziato, ma bloccato da un ricorso al Tar, legittimo ovviamente, ma il Tar ha deciso di non decidere perché prima occorre acquisire un parere europeo sulla normativa italiana. Insomma, la burocrazia che genera altra burocrazia e che blocca anche l’attività del Tar». Nel frattempo la Scuola, con il 2019, darà il via ad alcuni movimenti per potenziare il Polo temporaneo alla Fontina dove arriveranno da Pontedera i laboratori biologici dell’Istituto di Scienze della Vita (oltre 100 ricercatori) liberando in quella città spazi da destinare alla biorobotica».

Guglielmo Vezzosi