Il vecchio ospedale Santa Chiara posa la prima pietra del nuovo edificio
Il vecchio ospedale Santa Chiara posa la prima pietra del nuovo edificio

Pisa, 3 dicembre 2019 -  Aveva la miastenia, una grave malattia caratterizzata da debolezza muscolare, e per questo, era stata ricoverata diversi giorni in ospedale a Pisa, passando da un reparto a un altro. La sua condizione poi era peggiorata, fino alla morte, avvenuta qualche giorno fa, ormai. Un decesso sul quale la famiglia ha chiesto chiarezza. La procura – segue il caso il pm Giancarlo Dominijanni – ha indagato quattro medici disponendo approfondimenti: ha fatto sequestrare le cartelle cliniche che raccontano la storia sanitaria della donna, Stefania Usai, 78 anni, originaria di Cagliari. Ieri si è tenuto il conferimento dell’incarico per l’autopsia, eseguita dal dottor Forni. Tra le ipotesi, anche quella che a uccidere la donna sia stato il New Dehli, il super batterio che sta provocando vittime.
I parenti non hanno nominato un legale, ma un consulente che possa seguire l’esame autoptico, il dottor Pierotti. Vogliono appurare se ci sono state responsabilità mediche nella fine della loro cara. Da un’iniziale rosa ampia di nomi, il campo di indagine si è poi ristretto a quattro medici di Pneumologia e Neurologia, difesi, fra gli altri, dagli avvocati Patrizio Pugliese e Stefano Del Corso del foro di Pisa. Che sia stato il terribile batterio a distruggere definitivamente le difese della paziente è ancora tutto da provarlo. E’ soltanto una delle ipotesi prese in considerazione sulla quale sta lavorando la squadra mobile.

Un ospedale fra i più colpiti quello pisano, per la grande affluenza di utenti anche da fuori. Tanto che a metà novembre al tema è stato dedicato anche un focus, proprio nella città della Torre, durante la tre giorni organizzata dal professor Francesco Menichetti, direttore dell’Unità operativa di malattie infettive dell’Aoup che ha spiegato: «E’ arrivato il momento di sperimentare nuove strade perché la posta in gioco è troppo alta e contro questi nuovi nemici, sempre più pericolosi, servono alleanze strategiche e collaborazioni internazionali. Non solo quindi bisogna incentivare la ricerca antibiotica ma lavorare anche sul fronte degli anticorpi monoclonali e dei vaccini, perché le infezioni da germi multiresistenti, se non debellate, diventeranno la principale causa di morte». L’assessorato alla salute della Toscana insieme all’Ars-Agenzia regionale sanità e alle Aziende sanitarie toscane ha messo in piedi «misure di sorveglianza e contenimento della diffusione dell’infezione, dopo aver attivato anche un’unità di crisi». In Aoup «è stata innalzata a livello generalizzato nei reparti la soglia di attenzione delle misure igieniche con particolare attenzione al lavaggio delle mani». Ma anche sensibilizzazione: «Il personale sanitario e di supporto delle varie strutture e degenze è stato sottoposto a ripetuti incontri di formazione». Revisionata «la procedura aziendale per la gestione dei batteri resistenti.
antonia casini
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