In alto un momento dello spettacolo; sotto il procuratore di Pisa Alessandro Crini con Gabbanini e monsignor Migliavacca; il saluto di Cristicchi al pubblico della prima
In alto un momento dello spettacolo; sotto il procuratore di Pisa Alessandro Crini con Gabbanini e monsignor Migliavacca; il saluto di Cristicchi al pubblico della prima
Il Dramma ritrova tutte le emozioni della "prima". Vivendo con la città di San Miniato il brivido piacevole di quel "passaggio" – speriamo, dopo i momenti bui della fase acuta della pandemia – dalla "Tenebre alla luce". Il cammino che Simone Cristicchi ha così splendidamente cantato e raccontato sulla scena di piazza Duomo, per una messa in scena del Teatro del Cielo che, sicuramente, resterà tra le perle della storia del dramma. Solo, accompagnato dall’eccezionale orchestra Oida di Arezzo, quasi incorniciato in un trittico monumentale straordinario (cattedrale, vescovado e...

Il Dramma ritrova tutte le emozioni della "prima". Vivendo con la città di San Miniato il brivido piacevole di quel "passaggio" – speriamo, dopo i momenti bui della fase acuta della pandemia – dalla "Tenebre alla luce". Il cammino che Simone Cristicchi ha così splendidamente cantato e raccontato sulla scena di piazza Duomo, per una messa in scena del Teatro del Cielo che, sicuramente, resterà tra le perle della storia del dramma. Solo, accompagnato dall’eccezionale orchestra Oida di Arezzo, quasi incorniciato in un trittico monumentale straordinario (cattedrale, vescovado e torre di Matilde) Cristicchi ha tenuto il pubblico con il fiato sospeso a godere della musicazione di tutta l’attualità dei versi che il sommo poeta, più di 700 anni fa, consegnò all’umanità: l’amore, quel filo celeste che ci lega all’infinito, per essere artefici, qui, di un paradiso terrestre; il dono della vita, percorso dell’uomo verso le stelle alle quali consegnò speranze, paure e desideri fin dagli albori della storia.

Un uomo solo sul palco, cantautore, ma anche bravissimo attore, Criticchi passa dalla narrazione al canto per dirci il senso più profondo del paradiso, ciò che lui ha capito del messaggio di Dante, svelando anche episodi ed emozioni della sua vita d’artista. Ogni stacco è stato segnato da applausi fino al trionfo con il pubblico in piedi quando Cristicchi recita il trentatreesimo canto e canta i suoi versi più celebri: l’Inno alla Vergine Madre. In questo spettacolo c’è tutta la mission del Dramma Popolare guidato da Marzio Gabbanini, quel dialogo che da 75 anni non si è mai interrotto – neanche per il Covid – per unire la scena al cuore del’uomo, leggendone i tormenti, e cercando le risposte alle domande che ci accompagnano da sempre, sul senso della vita e della morte, e sul mistero del destino illuminato dalla luce eterna delle stelle. Le stesse che sembrano guidare Cristicchi nel racconto, e il pubblico nell’ascolto. Tra tanti spettacoli belli degli ultimi anni, questo è forse il più bello, il più nuovo, il più rivoluzionario. Poi, dicevamo, la prima. Evento da sempre. Festa del debutto. Una serata organizzata Credit Agricole, la banca che per quante sinergie ha messo in atto sul territorio sembra essere nata qui, e da Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato, che sostiene il Dramma Popolare, in modo determinante.

Sia Antonio Guicciardini Salini (presidente Fondazione Crsm) che Massimo Cerbai (direttore Credit Agricole) hanno ribadito il valore della preziosa esperienza del Dramma, l’importanza di ritrovare – visti i tempi – il contatto della comunità con la cultura e con le sue espressioni più belle. L’hanno fatto salutando e ringraziando Cristicchi, alla presenza di autorità civili e religiose e mondo imprenditore del Comprensorio. Presenti, in prima fila, anche il presidente della Regione Eugenio Giani e il procuratore di Pisa Alessandro Crini, molti vescovi della Toscana.

C.B.