Il paradiso è anche un modo di vedere le cose e di stare nella realtà. Una via per "uscire dalla selva oscura", se iniziamo noi, per primi, a costrure un paradiso terrestre. E’ il messaggio che Simone Cristicchi lancia, dalla scena del Dramma Popolare di San Miniato, con lo spettacolo "Paradiso, dalle tenebre alla luce", opera scelta con successo per i 75 anni del Teatro del Cielo e che rappresenta un’autentica perla nella celebrazioni toscane dei 700 anni dalla morte di Dante...

Il paradiso è anche un modo di vedere le cose e di stare nella realtà. Una via per "uscire dalla selva oscura", se iniziamo noi, per primi, a costrure un paradiso terrestre. E’ il messaggio che Simone Cristicchi lancia, dalla scena del Dramma Popolare di San Miniato, con lo spettacolo "Paradiso, dalle tenebre alla luce", opera scelta con successo per i 75 anni del Teatro del Cielo e che rappresenta un’autentica perla nella celebrazioni toscane dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. Un one man show che, al debutto, è stato salutato da una standing ovation del pubblico che non si vedeva da tempo dopo che sulla scena, l’artista ha parlato e cantato la sua ricerca sulla felicità, su tutto ciò che il concetto di paradiso può significare per un uomo.

Guidato dalle stelle, all’ombra della Rocca di San Miniato, che Dante stesso rammentò per evocare un medioveo grandioso e sanguigno, Cristicchi ha portato il pubblico dentro il senso più prfondo, più vero, attualissimo, dei versi memorabili e delle universali intuizioni del sommo poeta. Straordinerie oggi, davanti alla situazione che stiamo vivendo, che ha mandato in frantumi tutte le certezze che avevamo,e mentre ci troviamo in una dimensione paragonabile all’attraversata del deserto. Ma quando tutto sembra perduto, quando le certezze crollano, è possibile ritrovare la coordinata di origine. E riallacciare i nostri destini con quelli che portano verso quella che è la tensione più autentica del cuore dell’uomo verso il paradiso. Meravigliosamente incastonata nella musicazione del trentetreesimo canto e dei suoi versi più celebri: l’Inno alla Vergine Madre.

L’epicità dell’orchestra Oida è la culla perfetta dove nuota la voce. Due colonne doriche incorniciano le suggestive e mai didascaliche proiezioni di Andrea Cocchi. Tutto per un dramma musicale, dunque, quello del 2021, un’autentica novità e una piccola rivoluzione nell’albo d’oro del teatro dello spirito di San Miniato che nella sua lunga storia ha visto poche volte la recitazione contaminarsi con altre discipline. Ricordiamo con piacere la danza, quando l’insuperabile Carla Fracci dette vita ad un sognante passo a due per "Cavaliere di ventura di Cavosi, uno spettacolo – peccato – che avrebbe meritato più fortune. Cristicchi, però, è andato oltre, ha fatto cantare l’anima portando il pubblico anche nella bellezze celeste dei sogni. Miracoli della mente nella cui parabola c’è della magia. Repliche fino al 28.