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21 mar 2022

Bambini ucraini: lezione in Dad da Pisa a Kiev con le loro maestre

Alla primaria Gereschi le piccole alunne si collegano con i compagni e le maestre rimaste sotto le bombe

21 mar 2022
Il sindaco Michele Conti ieri in classe: a destra, le due alunne ucraine
Il sindaco Michele Conti ieri in classe: a destra, le due alunne ucraine
Il sindaco Michele Conti ieri in classe: a destra, le due alunne ucraine
Il sindaco Michele Conti ieri in classe: a destra, le due alunne ucraine

Pisa, 22 marzo 2022 - Il giorno dell’abbraccio virtuale tra Veronika, Polina e le loro maestre di Kiev è giunto. Oggi, a distanza di 27 giorni dall’ultimo giorno di scuola per tutti gli studenti ucraini, le due bambine di quinta elementare protranno riprendere le lezioni interrotte bruscamente dal conflitto. Da un lato dello schermo, si collegheranno le maestre, ancora sotto le bombe di Kiev, e tutti i compagni di classe – chi da casa chi dai rifugi antiaereo o da sistemazioni di fortuna – e dall’altro lato le due allieve collegate da un’aula della scuola elementare "Livia Gereschi" di Pisa, che le ha accolte quindici giorni fa. "La tecnologia fa miracoli e riesce ad abbattere qualsiasi barriera e per qualche ora spazzerà via la crudeltà della guerra – commenta la maestra Maria Chiara Cedolini –. La scuola ha messo a disposizione un’aula provvista di computer, sotto la supervisione dei docenti, per dare l’opportunità alle bambine ucraine di riprendere il loro percorso di studi, integrandolo con il programma della classe VA, nella quale sono state inserite, e con le ore di alfabetizzazione".

Polina e Veronika, vivevano nello stesso palazzo a Kiev. Al momento del lancio dei primi missili russi, la guerra ha bussato alla loro porta e le ha strappate dalle braccia dei propri padri in marcia verso il fronte. Intanto le bimbe sono fuggite mano nella mano insieme alle loro madri, al fratellino di Polina, Mark, e a Dasha, una ragazza di 17 anni rimasta sola. Destinazione: Pisa. Un viaggio lungo e difficile per raggiungere la nonna di Polina che lavora qui in città. Lo screening sanitario, la registrazione in questura e poi la prima campanella lo scorso 9 marzo. "Il nostro istituto, grazie alla grande sensibilità della dirigente scolastica Rossana Condello, si è attivato subito per il loro inserimento scolastico. I compagni, poi, le hanno accolte a braccia aperte e sin dal primo momento hanno comunicato attraverso abbracci e frasi tradotte con google translate". Il percorso di inclusione dei bimbi ucraini è proseguito con l’arrivo, cinque giorni fa, di Sergej che è stato accolto nella classe IVA ed è stato coronato ieri dalla visita del primo cittadino Michele Conti e dell’assessore alle politiche scolastiche Sandra Munno che hanno dato il benvenuto ai nuovi arrivati.

"Dare questa opportunità ai piccoli profughi – conclude la maestra – è stato un lavoro sinergico tra le istituzioni, ma è stato possibile anche grazie al contributo di persone che hanno messo in campo il proprio tempo e le proprie energie. Una fra tutte Vittoria – la madre di Sofia, una delle alunne della IVA – di origini russe che si è offerta di fare da mediatrice linguistica e sta facendo di tutto per aiutare Sergej e la sua mamma".

Ilaria Vallerini

 

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