Il nome lo ha preso da Renzo Cardini, per anni manager alla Oto Melara di La Spezia ed ex amministratore di Montecatini Parcheggi & Servizi. Il piano per il rilancio delle Terme del Comune, che oltre all’ex dirigente di azienda ha visto anche il contributo di vari professionisti, è già stato consegnato dal sindaco Luca Baroncini all’amministratore Alessandro Michelotti, al socio Regione, e ai due consulenti Sandra Bianchi e Lorenzo Stanghellini. L’azienda è alle prese con un piano di ristrutturazione del debito e di consolidamento dello stesso alle banche, obiettivo da raggiungere entro la fine dell’anno per evitare la messa in liquidazione. Un piano di rilancio, senza dubbio, sarà necessario in una fase...

Il nome lo ha preso da Renzo Cardini, per anni manager alla Oto Melara di La Spezia ed ex amministratore di Montecatini Parcheggi & Servizi. Il piano per il rilancio delle Terme del Comune, che oltre all’ex dirigente di azienda ha visto anche il contributo di vari professionisti, è già stato consegnato dal sindaco Luca Baroncini all’amministratore Alessandro Michelotti, al socio Regione, e ai due consulenti Sandra Bianchi e Lorenzo Stanghellini. L’azienda è alle prese con un piano di ristrutturazione del debito e di consolidamento dello stesso alle banche, obiettivo da raggiungere entro la fine dell’anno per evitare la messa in liquidazione. Un piano di rilancio, senza dubbio, sarà necessario in una fase successiva. Cosa vorrebbe ottenere il Comune? Ecco le prime anticipazioni, che non esauriscono tutta l’attività. Il piano Cardini è fondato su una serie di pilastri. Un polo curativo, idroponico, culturale e monumentale alle Terme Tettuccio e Regina, in mano pubblica. Un polo sanitario, inclusivo del settore benessere, alle Redi, sempre in mano pubblica. Un polo wellness e ludico alle Leopoldine e alle Panteraie, valutando se integrarlo con Excelsior e Salute, in mano ai privati. Un polo ambientale composto dalla Torretta e dal suo parco, da integrarsi con Tamerici e pineta, sempre in mano pubblica. Il piano prevede anche un nuovo schema di organizzazione societaria aziendale, a partire dalla scissione, non proporzionale, tra Immobiliare e gestione. Una Newco, a maggioranza regionale, dovrà occuparsi della gestione delle Redi. Gestioni Complementari, titolare degli immobili Torretta, di cui sarà necessario valutare la privatizzazione della gestione, Tennis Club e campo pratica da golf, dovrà occuparsi della gestione di Tettuccio, Regina, Tamerici e del museo della Palazzina Regia. Il Comune gestirà il parco della Torretta assieme alla pineta e alle Tamerici. Montecatini Parcheggi & Servizi potrà rendersi affidataria dei servizi di gestione del parco della Torretta dal Comune e di Tettuccio, Regina, Tamerici da Gestioni Complementari. Tennis Club e area golf ritorneranno all’immobiliare nell’ambito della scissione. I rapporti tra immobiliare e gestione dovranno prevedere che i lavori di straordinaria manutenzione e di messa a norma degli immobili siano a carico della società proprietaria. L’immobiliare sistemerà l’impianto termoidraulico e sanitario in comune tra Excelsior e Tettuccio, in modo da rendere il primo autonomo in vista della cessazione dell’attività legate all’idropinica e al benessere.

Sul caso Terme torna anche l’ex assessore Andrea Bonvicini. "Qualcuno deve assumersi le responsabilità – dice il noto commerciante – della crisi cittadina, lo scaricabarile non giova a nessuno nè alla politica, nè agli imprenditori. Chi governa è responsabile. La crisi cittadina è la crisi del comparto termale. Terme di Montecatini sono partecipate da Regione e Comune, in parti diverse, ma con responsabilità simili in passato ed anche nel presente. Gli imprenditori promuovono le loro aziende attraverso progettualità. Le Terme di Montecatini fanno anche loro impresa ed alle spalle hanno dei soci che devono portare avanti un progetto. Ma il progetto non può essere lo schema societario esposto da esperti di diritto societario, che non risolve la crisi cittadina. Da febbraio ad oggi tale schema è stato esposto e raffinato, ma niente è accaduto. Ben venga un nuovo schema, ben venga la Fondazione, ma non penso che dopo anni di gestione unitaria degli Stabilimenti, la soluzione ai problemi sia la creazione di nuove aree gestionali ognuna affidata a soggetto diverso".