"Una fase liquidatoria ordinata che garantisca continuità almeno alle Redi e al Tettuccio. Ecco a cosa deve farsi trovare preparato l’amministratore Alessandro Michelotti, oltre a pretendere dai soci il massimo impegno in ambito politico-istituzionale". Il consigliere di minoranza Simone Magnani, capogruppo del Movimento Cinque Stelle e presidente della commissione per il controllo delle società partecipate, non nasconde un certo scetticismo dopo il...

"Una fase liquidatoria ordinata che garantisca continuità almeno alle Redi e al Tettuccio. Ecco a cosa deve farsi trovare preparato l’amministratore Alessandro Michelotti, oltre a pretendere dai soci il massimo impegno in ambito politico-istituzionale". Il consigliere di minoranza Simone Magnani, capogruppo del Movimento Cinque Stelle e presidente della commissione per il controllo delle società partecipate, non nasconde un certo scetticismo dopo il rinvio della scadenza della fase preliminare del bando per la vendita delle quote di maggioranza delle Terme. L’unica manifestazione di interesse, presentata attraverso una società di diritto privato inglese attraverso l’advisor di Praga Perseus Group, che potrebbe rappresentare un gruppi di immobiliaristi di Karlovy Vary, era priva di alcuni documenti. "L’amministratore Michelotti – dice Magnani- mi ha informato che la documentazione dell’unica richiesta d’invito risulta incompleta. Mi ha informato che, in accordo con i soci, avrebbe provveduto a prorogare i termini di questa prima fase del bando per ulteriori 15 giorni, utili per il completamento della documentazione ma anche per eventuali altre presentazioni. Ho evidenziato a Michelotti la necessità di non perdere questo tempo nell’attesa di una non scontata offerta da parte di un soggetto che evidentemente si è approcciato a questa operazione da troppo poco tempo per garantirci il buon esito del proprio interesse. L’amministratore deve pretendere dai soci il massimo sforzo nel loro ambito politico istituzionale, avviando subito un tavolo inter-istituzionale con i ministeri competenti, per tentare un intervento riparatore attraverso il settore pubblico e gettare le basi per una nuova gestione privata e competente che miri al rilancio delle strutture cittadine. Al contempo, a mio avviso, l’amministratore dovrà lavorare per farsi trovare pronto a guidare una eventuale fase liquidatoria ordinata, che garantisca la continuità aziendale quantomeno per le Redi ed il Tettuccio. Non è tempo ne di scommesse su eventuali salvatori ne di improvvisazioni. Serve prepararsi a battere ogni strada possibile ed allestire ogni percorso perché risulti il meno traumatico possibile per la città. La politica ha perso fin troppo tempo, adesso si pensi al bene del territorio".

Daniele Bernardini