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13 mag 2022

Notizie preoccupanti per l’ospedale SS. Cosma e Damiano

Allarme lanciato da Fratelli d’Italia. Lo stop scatterebbe da giugno, forse in via temporanea. A rischio pure il Day surgery

Niente nascite durante la prossima estate all’ospedale di Pescia? Il rischio della chiusura del reparto sarebbe reale
Niente nascite durante la prossima estate all’ospedale di Pescia? Il rischio della chiusura del reparto sarebbe reale
Niente nascite durante la prossima estate all’ospedale di Pescia? Il rischio della chiusura del reparto sarebbe reale

Chiusura in vista per il punto nascite dell’ospedale di Pescia. Questa la notizia rimbalzata sul web ieri e oggetto di un intervento politico di Fratelli d’Italia, a firma di Manuela Angeli. Si parla di uno stop temporaneo a partire da giugno e per tutta l’estate, che riguarderebbe anche il Day surgery, le attività chirurgiche in regime di ricovero limitato alle sole ore del giorno. Alla base delle decisione ci sarebbero non meglio specificate carenze di personale.

Alla richiesta di spiegazioni inoltrata ieri mattina da La Nazione all’Asl Toscana Centro, l’unica risposta è stata: "Per ora non interveniamo sull’argomento". Parole che fanno temere scenari non proprio incoraggianti per il SS. Cosma e Damiano.

"Non nascondo la mia preoccupazione – scrive Manuela Angeli di Fdi – che immagino abbiano pure molti cittadini alla lettura di queste incerte notizie. Come militante politica auspico intanto che vi sia al più presto un chiarimento da parte dell’Asl sulla veridicità di queste voci. Da quanto ho potuto leggere, chiudere un reparto come il punto nascite, va a incidere anche sui reparti a esso collegati e legati alla salute della sfera femminile. Sappiamo tutti che l’ospedale di Pescia raccoglie un ampio raggio di utenza, in quanto il nostro territorio non è dei più semplici. Per esempio. una donna residente a Pontito, se non dovesse trovare il servizio a Pescia, sarebbe costretta a recarsi a Pistoia e a Lucca e ciò, in casi di urgenza, metterebbe in serio pericolo la salute della partoriente e del nascituro. Verificando i dati dell’Agenas, il nostro ospedale nell’arco di dieci anni, ha più che dimezzato il numero dei parti. Nel 2011 ce ne sono stati 1100, nel 2021 ce ne furono 459. Se decidessero di levare il punto nascite, significherebbe che anche quelle 459 donne che hanno partorito a Pescia sarebbero state costrette ad andare a Pistoia o a Lucca, con i disagi e le conseguenze che ne sarebbero derivati in caso di emergenza. Sappiamo tutti quanto sia costosa la sanità regionale, ma siamo anche consapevoli e abbiamo letto sulle cronache quanti soldi vengono gettati al vento dalla stessa (come il noto buco Asl di Massa-Carrara). La domanda che mi pongo è questa: è giusto vedere una sanità che in tanti casi spreca soldi pubblici ed è poi costretta ad attuare tagli per far quadrare i bilanci? Tagli che molto spesso vanno a discapito dei servizi verso il cittadino".

"Noi – conclude Fratelli d’Italia – concepiamo l’azione della sanità nei confronti del cittadino come un servizio sociale dove in primis si salvaguardano la salute e il servizio a favore dell’utenza, anche laddove a volte si opera in rimessa per mantenere un presidio o un servizio, perché la vita di un bambino o di una gestante è più importante dei soldi che si potrebbero risparmiare togliendo un punto nascite".

Marco A. Innocenti

© Riproduzione riservata

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