Da sinistra il luogotenente D'Errico, il capitano Sorgente e un militare della Compagnia
Da sinistra il luogotenente D'Errico, il capitano Sorgente e un militare della Compagnia

Montecatini 11 settembre 2019 - Spacciavano eroina nel cuore di Montecatini, nascondendo le dosi in bocca, pronti a ingoiarle nel caso in cui fossero stati sorpresi dalle forze dell’ordine. I militari della Compagnia dei carabinieri, guidati dal capitano Alessandro Sorgente, hanno eseguito tre misure cautelari, che hanno portato due nigeriani in carcere e imposto a un altro il divieto di dimora in provincia di Pistoia. L’attività è stata curata in modo particolare dalla stazione di Montecatini, diretta dal luogotenente Biagio D’Errico.

ll provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari (Gip) del tribunale di Pistoia Patrizia Martucci, su richiesta del pubblico ministero Leonardo De Gaudio, che ha coordinato le indagini. Gli indagati, senza fissa dimora, sono stati trovati in varie località. In carcere sono finiti E.V., 27 anni, O.O., 24, mentre il divieto di dimora è stato imposto a J.E., 31. Gli arrestati sono stati rintracciati a Torino, con la custodia nel carcere piemontese, e a Firenze, a Peretola, con il trasferimento a Sollicciano. L’uomo per cui è stato imposto il divieto di dimora in provincia era Pistoia, nella zona di Cireglio. L’indagine nasce nel settembre del 2018, in base alle segnalazioni fatte da alcuni cittadini ai carabinieri. 

La vendita di eroina avveniva nel cuore di Montecatini, nella zona di piazza del Popolo e delle stazioni ferroviarie di piazza Italia e piazza Gramsci. I clienti chiamavano direttamente gli spacciatori, che nascondevano l’eroina in bocca, pronti a ingoiarla nel caso fossero stati scoperti. I carabinieri, tra l’altro, insieme alle altre forze dell’ordine, stanno prestando particolare attenzione a queste zone e anche a quella dietro la basilica di Santa Maria Assunta, nonché a via Mazzini e via Garibaldi nell’attività di prevenzione contro lo spaccio. Grazie a un’attività di appostamento e pedinamento molto accurata, svolta anche in orario notturno, con foto e riprese video, sono stati acquisiti elementi di responsabilità a carico degli indagati, con 1.500 episodi di cessione dello stupefacente, venduto a 15-20 euro a dose, per un giro complessivo di affari di circa 20mila euro.