Gli investigatori sull'argine del fiume Pescia
Gli investigatori sull'argine del fiume Pescia

Ponte Buggianese, 8 novembre 2019 - Un corpo nudo con le braccia aperte e la testa riversa all’indietro che a tratti emergeva dalle acque del fiume Pescia, nel punto che attraversa Ponte Buggianese, ha attirato l’attenzione di un residente della zona, ieri pomeriggio intorno alle 17. L’uomo stava portando a spasso il proprio cane. «All’inizio credevo fosse un manichino – ha detto Daniele Fabbri, testimone del macabro ritrovamento – poi quando ho capito che si trattava di un uomo, ho chiamato subito il 112». E’ così che sono partite oggi intorno alle 17 le operazioni di recupero del corpo di un uomo, di età presunta intorno ai 50 anni, nel tratto in cui il fiume Pescia attraversa il Ponte di Mingo, in piena zona dell’Anchione nel Padule di Fucecchio. Sul posto sono immediatamente intervenuti i carabinieri della locale stazione insieme al nucleo operativo e al capitano Alessandro Sorgente, oltre ai i vigili del fuoco che hanno provveduto a recuperare il cadavere dello sconosciuto, portandolo sull’argine del fiume. Certo è che il corpo deve aver fatto un lungo percorso e probabilmente deve essere rimasto in acqua qualche giorno perchè secondo le prime indiscrezioni i resti dell’uomo sono apparsi in condizioni compromesse dall’azione dell’acqua e di ciò che essa ha trasportato nella piena di questi giorni. Il processo di decomposizione tuttavia non sarebbe ancora partito del tutto sul povero cinquantenne, che presentava solo un inizio di corruzione del corpo alla testa ed in particolare alla base della nuca e, davanti, sul naso e le cartilagini mentre tumefazioni, ferite e tagli erano presenti sul resto del cadavere. 

«Ho visto galleggiare sull’acqua del fiume Pescia qualcosa che assomigliava a un corpo umano – racconta Fabbri – ed ero nel punto all’altezza dello stadio di Ponte Buggianese. Così l’ho seguito, visto che andava piano piano, per accertarmi se si trattasse davvero di una persona, anceh se speravo che fosse solo un manichino. L’ho visto capovolgersi più volte in alcuni punti dove il fiume forma piccole rapide ma quando è passato sotto il Ponte alla Guardia era vicinissimo ed ho visto i genitali, mentre la testa era riversa all’indietro nell’acqua così come le gambe. Ho capito che si trattava di un essere umano e ho avvertito subito i carabinieri indicandogli che era vicino la Ponte di Mingo». 
L’uomo è stato descritto come di corporatura liscia, snella e muscolosa e ben formata e, insieme al tatuaggio sul braccio destro, tutto indicava un’età matura ma non avanzata, anche se indefinibile per l’azione dell’acqua sul corpo. «Ad una prima osservazione – ha dichiarato in seguito il colonnello Gianni Fedeli, comandante provinciale dei carabinieri che sono giunti sul posto insieme agli agenti della polizia scientifica per i rilievi del caso – il cadavere pare che sia stato molto nell’acqua e sembra piuttosto danneggiato da essa. Provvederemo all’identificazione attraverso i metodi conosciuti e incrociando i dati con quanto emerge dai nostri archivi, compreso quello delle persone scomparse. Il corpo è stato sicuramente trascinato dal fiume Pescia in direzione del Padule». Sul corpo è stata disposta l’autopsia che avverrà presumibilmente oggii, e nessuna pista è esclusa al momento, tuttavia col passare delle ore si è fatta più consistente l’ipotesi che il corpo ritrovato possa essere quello di Alessandro Ricci di Montecatini, il fungaiolo di 54 anni, scomparo a metà ottobre. Le forze dell’ordine hanno invitato i familiari  per un eventuale riconoscimento dei poveri resti ritrovati.