di Francesco Scolaro "Una tempesta in un bicchier d’acqua". Non ha dubbi il dirigente di Gaia, l’ingegnere Francesco Di Martino, responsabile della gestione dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione. Il batterio individuato nelle analisi effettuate dall’azienda sanitaria, peraltro al momento solo nel serbatoio di Ischignano, ossia il clostridium perfringens, "si trova normalmente come parametro nelle analisi e in 40 anni di carriera è la prima volta che vedo emettere un’ordinanza di non potabilità. E’ un parametro che la normativa definisce un indicatore, prevedendo così un...

di Francesco Scolaro

"Una tempesta in un bicchier d’acqua". Non ha dubbi il dirigente di Gaia, l’ingegnere Francesco Di Martino, responsabile della gestione dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione. Il batterio individuato nelle analisi effettuate dall’azienda sanitaria, peraltro al momento solo nel serbatoio di Ischignano, ossia il clostridium perfringens, "si trova normalmente come parametro nelle analisi e in 40 anni di carriera è la prima volta che vedo emettere un’ordinanza di non potabilità. E’ un parametro che la normativa definisce un indicatore, prevedendo così un accertamento, degli studi di approfondimento per capire se ci sia un problema. Ma non è sul batterio che si dichiara la non potabilità. A ogni modo l’Asl ha ritenuto di chiedere l’ordinanza e ci siamo adeguati".

Quindi non è pericoloso?

"Questo batterio deriva nella maggior parte dei casi dalla decomposizione di materiale vegetale. Non è stato individuato nella rete idrica".

Dove allora?

"E’ stato trovato dall’Asl a Ischignano durante i campionamento del 9 febbraio, 5 unità batteriche in tutto. Di solito noi non le troviamo in queste sorgenti, che campioniamo una volta al mese, l’ultima il 2 febbraio e non c’era niente. Qui è la prima volta che lo troviamo".

E come ci è finito?

"Probabilmente una repentina ricarica dell’acquifero a monte dovuta alla pioggia: la gran parte delle sorgenti sono carsiche, fiumi sotterranei senza filtrazione che viene effettuata dai nostri impianti al Cartaro".

Solo quel batterio?

"Non è stato trovato altro. Il parametro obbligatorio per la potabilità, l’escherichia coli, lo verifichiamo settimanalmente e anche ora su Massa non c’è nulla. Quando abbiamo fatto le analisi c’erano 0,19 microgrammi per litro di cloro nell’acqua quando il limite è 0,20: quindi c’era copertura da disinfezione. Eppure ieri (giovedì ndr) abbiamo ripetuto i campionamenti e trovato 4 cariche batteriche nel serbatoio di Ischignano. Ma nella rete nessuno, quindi il cloro demolisce la sostanza organica".

E perché l’ordinanza non è stata revocata?

"Abbiamo fatto un incontro con l’amministrazione e abbiamo segnalato che noi non abbiamo trovato nulla nella rete ma hanno deciso di mantenerla. Abbiamo allargato il raggio di indagine, comunque, andando a effettuare analisi in ciascuna delle 3 vasche del Cartaro e altri campionamenti sulla rete di distribuzione. Domani mattina (oggi ndr) avremo i risultati, ci vogliono 21 o 24 ore. Se tutti i parametri saranno negativi sarà revocata l’ordinanza".

E se fosse ancora inquinata?

"Abbiamo già ridotto la portata del Cartaro escludendo due sorgenti carsiche lasciando solo quella più piccola. Il sistema si equilibrerà da solo con i prelievi dai pozzi dello Stadio e delle Polle, limitando l’area servita dal Cartaro solo a monte della ferrovia: garantirà di restringere la zona dell’ordinanza".

Nel frattempo ieri sera il sindaco ha emesso una nuova ordinanza che coinvolge anche le zone di Casette, Caglieglia, Il Santo.