Problemi per pendolari e studenti diretti a Genova (foto d’archivio)
Problemi per pendolari e studenti diretti a Genova (foto d’archivio)

Aulla, 23 gennaio 2020 - C’era una volta il treno diretto regionale da Parma a Genova, la sera. Sembra una fiaba, in realtà è la denuncia di una mamma, che parla a nome di tante altre persone interessate allo stesso problema legato alla cancellazione di un treno dall’orario. L’ennesimo disagio per la non facile vita dei pendolari in lunigiana. "Quel treno – scrive Elisabetta Gabrielli in una lettera aperta – passava da tre stazioni della Lunigiana e raccoglieva gli studenti che la mattina dopo avrebbero dovuto andare alle lezioni universitarie a Genova. Fra loro mio figlio che sale ad Aulla. Quel treno è stato cancellato. Il tempo passa e ci si adegua, ci si adatta".

Così senza più il diretto vengono cercate altre soluzioni. "Si riesce a prendere il treno del lunedì mattina che passa ad Aulla alle 9,22 e arriva a Genova alle 11,30. Magari si perde un quarto d’ora di lezione ma pazienza. Cancellato pure quello...". Il problema riscontrato riguarda soprattutto gli studenti universitari. "All’Università di Genova c’era già stato un calo dei fuori sede provenienti dalla zona della Lunigiana, a favore di Pisa e Parma. Genova non vorrebbe incrementare le iscrizioni? Gli spostamenti degli studenti, si sa, avvengono per la maggior parte dei casi, con il treno. Per quanto riguarda noi, ora si dovrà partire per forza la domenica, con tutti i problemi del caso, perché di domenica i treni degli operai verso La Spezia non ci sono. Allora ci si adatterà, si porteranno i figli in macchina fino alla Spezia con i disagi e le spese in più. Io voglio puntare il dito su Trenitalia, ma non solo. Ritengo responsabili tutti i sindaci e i presidenti di regione che lasciano che il fardello di queste decisioni pesi su di noi, e penso di parlare a nome di tanti pendolari. Il traffico su rotaia dovrebbe aumentare, non diminuire, e chi ci amministra, dovrebbe lottare a fianco di chi non riesce a far sentire la propria voce". La mamma chiede ai presidenti della regione Toscana e Liguria di farsi portavoce del problema, ma anche ai sindaci di Pontremoli, Villafranca, Aulla, La Spezia, Levanto, Sestri Levante, Chiavari, Rapallo, Santa Margherita, Genova.

"Sono consapevole che non servirà a nulla questa mia denuncia – conclude – che tutto proseguirà come prima e che ci sforzeremo di sopperire ai disagi, ma voglio denunciare quello che sta succedendo, perché non ne posso proprio più".