"Tito non fece un genocidio...". Bufera su Gianni Lorenzetti. Consiglio provinciale infuocato. FdI pretende le dimissioni

Bagarre a Palazzo Ducale nel giorno del Ricordo delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata ll presidente non arretra: "Solite strumentalizzazioni politiche: condanno ogni violenza" .

"Tito non fece un genocidio...". Bufera su Gianni Lorenzetti. Consiglio provinciale infuocato. FdI pretende le dimissioni
"Tito non fece un genocidio...". Bufera su Gianni Lorenzetti. Consiglio provinciale infuocato. FdI pretende le dimissioni

di Alfredo Marchetti

"Quello di Tito non è stato un genocidio". Scoppia la polemica. Le parole del presidente della Provincia Gianni Lorenzetti, proferite durante il consiglio provinciale solenne per la giornata delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale, scatenano un putiferio. Marco Guidi di Fratelli d’Italia chiede a gran voce le dimissioni. Lorenzetti in giornata chiarisce: "Non ho mai rinnegato quelle nefandezze. Da FdI solo strumentalizzazione politica".

Consiglio provinciale infuocato quello dedicato alla giornata del ricordo. Lorenzetti, prima della bagarre, si era messo per un attimo la fascia da sindaco per chiarire il ’caso Montignoso’, ovvero la decisione della sua amministrazione di non partecipare al consiglio solenne. "Montignoso non è contro la giornata del ricordo, mettiamo subito a tacere le polemiche. Lo farà in maniera diversa: verrà inaugurato un cippo in ricordo di un poliziotto che è morto in quelle terre, a cui è stato dedicato anche il parco: Mario Buffoni. I capogruppo hanno scelto di non farlo congiunto. Ovviamente anche noi condividiamo il giorno del ricordo in maniera molto sentita".

Il presidente ha poi ripercorso la storia di quei popoli fino all’avvento del fascismo: "Quando salì al potere Mussolini iniziò un processo di italianizzazione con maniere forti. Si va avanti, entriamo in guerra con i nazisti e durante il conflitto vengono perpetrati violenze e crimini indicibili. Arriva l’8 settembre 1943, la fine del fascismo. Iniziano le nefandezze più grandi fatte da Tito e i suoi partigiani: 5mila persone vennero uccise e infoibate. Gesti molto atroci per nascondere le prove di quello che stava succedendo. Non sono d’accordo - e qui scoppia la polemica, - con l’associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia che stamani (ieri, ndr) ha parlato di distruzione di italianità: se Tito avesse voluto distruggerla avrebbe fatto un genocidio: quello non lo è stato". Apriti cielo. Dagli scranni FdI è insorta: "Fai il presidente, vergogna" ha tuonato Guidi. Lorenzetti ha proseguito: "Più di 5mila persone uccise sono una tragedia, ma l’intento di Tito era quello di instaurare una dittatura in Jugoslavia. Milioni di ebrei contro 5mila persone sono due cose diverse. Fu una pulizia politica, che ovviamente condanniamo con forza".

In giornata è arrivata la stoccata del coordinatore provinciale Guidi: "Lorenzetti ha negato che la tragedia delle foibe sia stata un genocidio di italiani. Le parole gravi e vergognose. Abbiamo assistito a una ricostruzione storica e giustificazionista della vicenda. Lorenzetti ha addirittura negato che la tragedia delle foibe sia stato un genocidio di italiani parlando di poche migliaia di persone. Lorenzetti si dimetta, così avrà più tempo per studiare la storia e soprattutto la tragedia delle Foibe".

Tornando alle celebrazioni, oltre llla cerimonia al campo di Marina di Carrara, la notte precedente, l’associazione di promozione sociale ’Tutto per Massa’, guidata dal presidente Andrea De Angeli, ha commemorato la tragedia nel centro di Massa: nel parco Norma Cossetto è stata collocata una sagoma a grandezza naturale della giovane vittima di violenze e uccisa nelle foibe. "Questa immagine – scrivono –, contornata dalla storia della ragazza, rappresenta un forte simbolo di memoria e riflessione. Non è la prima volta che ci impegniamo in iniziative di questo genere. Nel 2022, distribuendo nel centro cittadino le sagome della famosa bambina con la valigia, l’associazione ha già lasciato il segno nel panorama nazionale, con la diffusione di un messaggio di consapevolezza e memoria. Inoltre, nel 2023, abbiamo inaugurato ed installato una panchina tricolore intitolata a lei nel parco Norma Cossetto sul viale Roma".