Tecnologia in aiuto alla formazione: "Ora portiamola nelle università"

La responsabile del centro Patrizia Vannucci sempre in prima linea: dal pronto soccorso allo “sportello rosa”

Tecnologia in aiuto alla formazione: "Ora portiamola nelle università"

Tecnologia in aiuto alla formazione: "Ora portiamola nelle università"

Dal lavoro in prima linea alla formazione di eccellenza. Patrizia Vannucci è ora la responsabile del centro per la formazione in simulazione realizzato dall’Asl Toscana Nord Ovest, ma ha lavorato per anni in quel pronto soccorso che simulano tanti software della palazzina G dove ha sede il centro di Monterosso. E ancora prima si è occupata di chirurgia ed endoscopia digestiva in emergenza al fianco di primari come Achille Sicari (a cui è dedicato il Monoblocco) e Franco Pincione. È stata responsabile del pronto soccorso di Carrara e dirigente medico al Noa, è tra le fautrici del ‘codice rosa’.

"Lavoravo già prima ma come medico strutturato ho cominciato nel 1993. Da quando ho iniziato sono cambiate molte cose, a cominciare dal rapporto medico paziente, ma è cambiata anche la sanità – racconta la dottoressa Vannucci –. La mole di lavoro nei pronto soccorso è aumentata e sono emersi problemi di comunicazione. Problemi che ancora oggi non vengono affrontati a livello universitario, spesso si vedono bravi tecnici che sono pessimi comunicatori: si deve tornare indietro, alla fiducia tra paziente e medico".

Quanto conta la formazione? "È fondamentale ma la tecnologia è ancora usata molto poco a livello universitario – spiega Vannucci –. Quando ho iniziato la sperimentazione si faceva su pazienti veri. Oggi la medicina ha fatto passi da gigante a livello tecnologico e la formazione è un cardine fondamentale, spesso si sottovaluta ma partecipare e tenersi aggiornati è uno stimolo di crescita e un modo per lavorare meglio. La tecnologia però ha anche creato una voragine nella quale le persone si sono gettate, parlo per esempio del dottor Google, che è molto pericoloso. I medici devono ricreare un rapporto di fiducia con il paziente e avere competenze scientifiche. La formazione con simulazione genera questo genere di cultura. Il centro di Carrara in rappresentanza dell’azienda Usl Toscana nord ovest fa parte della rete della Regione Toscana dei centri di simulazione, e partecipa a molteplici progetti di formazione in simulazione, anche con altri centri toscani della rete come Meyer, azienda ospedaliera universitaria di Pisa, centro Nina, Azienda Usl Toscana sud est".

"Negli ultimi 25 anni c’è stata un’evoluzione tecnologica impressionante – aggiunge Vannucci – consentendo alla chirurgia di raggiungere livelli molto elevati, e sono in continua crescita. La tecnologia ci consente una diffusione capillare di queste esperienze. Portarla nelle università sarebbe uno scatto di qualità perché attualizza la formazione, serve uno scatto a livello formativo come già sta accadendo in alcune università del nord Italia".

Patrizia Vannucci è stata tra le fondatrici dello sportello o ‘codice’ rosa. "Sì. E’ stato creato con una delibera ministeriale e poi regionale e serve per individuare donne e bambini vittime di violenza quando arrivano in pronto soccorso – spiega – . Ha un codice criptato di accesso immediato. In quegli anni, era il 2003, ero in pronto soccorso a Carrara, ho lavorato a stretto contatto con prefettura, forze dell’ordine e centri. È capitato spesso di scovare casi di violenza che in apparenza non lo erano: donne che arrivavano dicendo di avere avuto un incidente. Purtroppo quello della violenza ancora oggi resta un problema per buona parte sommerso".