Sos da Bagnone, residenti esasperati: "Un’autostrada dentro il paese"

Chi vive lungo via della Stazione si lamenta: "Chiesto aiuto invano, le auto corrono e noi siamo in pericolo"

Sos da Bagnone, residenti esasperati: "Un’autostrada dentro il paese"

Sos da Bagnone, residenti esasperati: "Un’autostrada dentro il paese"

"Questa non è un’autostrada". Sono arrabbiati gli abitanti di Via della Stazione, il lungo rettilineo che porta a Bagnone: da anni chiedono interventi per il rispetto del limite di velocità, ma finora sono stati ignorati. Hanno raccolto firme, si sono rivolti alle diverse amministrazioni comunali che si sono alternate, sempre per segnalare lo stesso problema, lungo la strada le auto sfrecciano troppo veloci. Lo espongono con convinzione, anche perché nel corso degli anni ci sono stati molti incidenti o auto finite contro le recinzioni di casa loro.

"Il problema va avanti da tanto tempo - raccontano - da quasi 15 anni. Lungo il rettilineo che porta a Bagnone le macchine viaggiano veloci e gli autisti sono indisciplinati. Non solo le auto, anche i mezzi pesanti e i pullman non rispettano il limite fissato a 50 chilometri orari. Noi abitiamo lungo la strada e vediamo le auto sfrecciare senza rispetto per i pedoni o per le altre vetture o per i ciclisti. Nel corso degli anni si sono verificati molti incidenti, più gravi o meno gravi, le auto sono finite tante volte contro i cancelli o le recinzioni delle nostre case, o nei giardini. Anche immettersi in strada, uscendo di casa è pericoloso". Basta fermarsi una momento sul ciglio della strada per rendersi conto di persona del problema: gli automobilisti, di fronte al lungo rettilineo, non accennano a frenare, anzi sorpassano e non si curano del limite. A poco servono i cartelli che indicano il limite o quelli che indicano il controllo elettronico della velocità.

"A volte i vigili si sistemano lungo la strada con l’autovelox mobile - aggiungono - ma poi c’è il passaparola e quindi in quel tratto tutti guidano più piano, ma solo in quel momento, poi si torna come prima. Di solito sono i residenti i più spericolati, perché conoscono la strada, gli stranieri sono rispettosi. Noi ci siamo mossi più volte, abbiamo organizzato ben due raccolte di firme, consegnate in comune, abbiamo segnalato il problema, ma nessuno ci ha dato ascolto. Abbiamo chiesto dissuasori di velocità, ma non sono stati sistemati, abbiamo chiesto un autovelox fisso, ma niente. Forse la soluzione migliore sarebbe un tutor, come in autostrada, che permette di rilevare l’eccesso della velocità calcolata tenendo conto del tempo impiegato dagli automobilisti per viaggiare su tratte delimitate da due portali posizionati a una distanza variabile. Abbiamo paura per la nostra incolumità e per quella di tutte le persone che passano, siamo disperati, non sappiamo più a chi rivolgerci per risolvere il problema".

Monica Leoncini