Scultura Valente Cancogni fa ’parlare’ la materia

Il poliedrico artista massese protagonista di numerose mostre con le sue opere. "Un dialogo creativo che sfida il tempo"

Scultura Valente Cancogni fa ’parlare’ la materia
Scultura Valente Cancogni fa ’parlare’ la materia

Poliedrico, ha iniziato non certo da giovanissimo il suo percorso artistico e con maturità ha scelto di avvicinarsi alla pittura, all’incisione per poi ritrovare nuovi argomenti espressivi nella scultura e nelle installazioni. Parliamo di Valente Luigi Giorgio Cancogni, ’Valentino’ per gli amici, massese doc, 70 anni, un artista in continua evoluzione che merita di essere conosciuto e apprezzato anche dal grande pubblico. "Sono sempre incuriosito dalla ricerca – dice – attraverso il diverso linguaggio espressivo dei materiali, ceramica, gesso, bronzo, piombo, acciaio, legno, che sento non solo come mezzi, ma essi stessi corpo e parola di una diversità, che forza l’identità stessa dei materiali, mostrandone la capacità di trasformarsi in emozioni".

Di lui il noto critico Alessio Musella afferma: "La scultura di Cancogni è un dialogo che sfida il tempo; nelle sue opere a tratti, possiamo ritrovare la creatività di due grandi del passato: Giacometti, con le sue figure dalle forme allungate ed eleganti, ma allo stesso tempo misteriose, e Fontana, in bilico tra astrattismo e figurativo. Le sue opere diventano protagoniste lasciando al fruitore il compito di intraprendere un viaggio durante il quale trovare nella materia l’anima del soggetto. Cancogni alterna sculture figurative, magre e longilinee, che sembra vogliano ricordare tutta la fragilità dell’essere umano e della sua esistenza effimera, a forme provocatorie create dall’esperienza della materia che sembrano voler trovare risposte lontane nel tempo. Tuttavia, appare evidente che l’arte di Cancogni non si sottomette a linguaggi, tradizioni, influenze, ma confida solidamente nei propri mezzi espressivi, nelle proprie riflessioni e contemplazioni, individuali e indipendenti. La sua arte si addentra in spazi e anfratti puramente mentali".

Cancogni è stato, ed è protagonista di numerose mostre. Le più recenti lo hanno visto esporre con alcune sue sculture a Pietrasanta (in due occasioni, l’"Omaggio a Dante" e i "Dialoghi sulla follia") e a Viareggio ("De rerum natura") riscuotendo unanimi consensi con le opere ’Fiamme’, ’Follia’ e ’In Contaminazione’. Quindi è stato a L’Aquila e a Milano. Attualmente le sue opere sono in esposizione a Frascati, alla galleria Agarte Fucina delle Arti, e a Roma, alla Borgo Pio Art Gallery. Insomma, un periodo intenso e gratificante con qualche rimpianto. "Avevo presentato un mio progetto per la rotonda di Carrara – afferma Cancogni – che mi sembrava molto intonato con il luogo e la storia della città, ma è stato bocciato preferendo la ’Ballerina’". Una sua opera, lo ricordiamo, è a Massa nella rotonda di piazza della Misericordia. "Sì, e sono grato per questo anche se adesso è stata oscurata da una vegetazione discutibile che andrebbe curata".

L’artista massese, che nel 2005, per appagare la sua sete di conoscenza, ha conseguito il diploma di laurea in disegno sperimentale all’Accademia di belle arti di Carrara con specializzazione in scultura, non si ferma certo qui. Per l’anno nuovo ci sono altri progetti da realizzare. Intanto, chi volesse ammirare alcune delle sue opere può recarsi a Massa in via Staffetti, in pieno centro, dove ha aperto una sorta di laboratorio di idee. "Vorrei concentrarmi – annuncia – su una mia personale, ma non ho ancora individuato la sede giusta. Massa? Non penso. Sto ancora valutando. Si tratta di una personale anche impegnativa dal punto di vista... pratico, perchè le mie opere, tra sculture e installazioni, richiedono spazio con problemi di trasporto. La sede non può essere lontana. Per il momento sto lavorando alla realizzazione di un nuovo catalogo".

Luca Cecconi