Petizione per la sanità pubblica. Migliaia di firme raccolte dalla Cgil

Il segretario Nicola Del Vecchio ha consegnato alla sindaca Serena Arrighi 2.800 sottoscrizioni "Il nostro obiettivo è destinare alla salute il 7,5% del Pil nazionale per evitare il ricorso ai privati".

Petizione per la sanità pubblica. Migliaia di firme raccolte dalla Cgil
Petizione per la sanità pubblica. Migliaia di firme raccolte dalla Cgil

Nella battaglia per la sanità pubblica sono state raggiunte 2mila 800 firme. Com’è avvenuto in tutta la Toscana, Cgil e Sindacato pensionati italiani (Spi), della provincia hanno promosso la raccolta a sostegno della proposta di legge sulla sanità. Approvata a maggioranza dal consiglio regionale toscano, si è data l’obiettivo di un aumento minimo di 4 miliardi di euro all’anno fino al 2027 per finanziare il sistema sanitario nazionale, in modo da raggiungere la soglia di spesa per la sanità equivalente al 7.5% del Pil. Sono state così consegnate le firme alla "sindaca di Carrara, Serena Arrighi - spiega il segretario provinciale della Cgil, Nicola Del Vecchio - in quanto presidente della conferenza dei sindaci. Noi sosteniamo con forza questa proposta avanzata dalla Regione Toscana insieme ad altre Regioni italiane. E’ un indicatore che garantisce la possibilità di erogare servizi e dare centralità al ruolo del pubblico nella sanità. La battaglia che stiamo portando avanti riguarda il diritto alla salute dei cittadini e il continuo definanziamento alla sanità nazionale". Firme raccolte ovunque anche nei mercati dove i pensionati con il loro banchetto "si sono dedicati appieno alla questione - sottolinea la segretaria Spi Cgil, Patrizia Bernieri -, perché sono loro i primi a rimetterci con una capacità di reddito che li spinge alla sanità pubblica. Questa insufficienza di risorse riguarda la mancanza di medici di famiglia, la necessita di sburocratizzare i servizi sanitari e il problema di assistenza nelle residenze per anziani". A pesare sulle tasche dei cittadini c’è l’inflazione e lo stesso vale anche per le aziende sanitarie " è evidente che in una situazione del genere dobbiamo tenere in considerazione il Pil – prosegue il segretario Del Vecchio –. L’Organizzazione mondiale della sanità dice che per rendere sostenibile il servizio sanitario è necessario gli sia destinato almeno il 7%. Noi, nel 2025, arriveremo a malapena al 6.1%, a dispetto della media dei paesi europei molto più alta. Paesi europei che hanno destinato alla sanità dal 10 al 12%. Per noi questa è una battaglia di civiltà, una battaglia che mette al centro il diritto alla salute e l’accesso alla salute dei cittadini. Siamo fiduciosi nel vedere le istituzioni a nostro fianco per modificare un’indicazione che questo governo sta portando avanti rischiando così di debolire ulteriormente il sistema sanitario, con risorse insufficienti per le esigenze del paese".