I carabinieri intervenuti al Campo profughi dove hanno trovato il cadavere
I carabinieri intervenuti al Campo profughi dove hanno trovato il cadavere

Carrara, 14 gennaio 2022 - Accoltellato dall’uomo con cui divideva un alloggio di fortuna alla ex Colonia Vercelli. E’ morto così ieri mattina Paolo Fiorentino, 46 anni, originario di Chieti, ma da diverso tempo di stanza in città. A colpirlo a morte sarebbe stato Francesco Di Blasi, 67 anni, di Palermo, che si è costituito poco dopo il gesto nella caserma dei carabinieri di viale Galilei.

Al momento di presentarsi davanti ai militari Di Blasi, già noto alle forze dell’ordine e protagonista in passato di altre aggressioni, ha detto agli uomini dell’arma che nella casa dove viveva, al di là di un giardino incolto, era "successo qualcosa". In quegli stessi attimi al numero d’emergenza 112 è anche arrivata la chiamata di chi aveva appena trovato il corpo senza vita di Paolo Fiorentino e così in pochi istanti l’intera vicenda ha assunto contorni più definiti.

All’interno della casa, che si trova a pochi metri dall’ingresso di viale Galilei della ex colonia, all’inizio del lungo corridoio che conduce alla Caritas, i carabinieri hanno trovato il corpo senza vita del 46enne e subito hanno isolato la zona. Sul posto hanno iniziato a lavorare non solo gli uomini della compagnia al comando del maggiore Cristiano Marella, ma anche i colleghi del nucleo investigativo, mentre la titolare delle indagini è il pubblico ministero Elena Marcheschi. Al momento Di Blasi è in stato di fermo nel carcere di Massa ed è accusato di omicidio volontario. Quest’ultimo, assieme a Fiorentino, viveva in maniera abusiva nell’ex campo profughi da diversi mesi e ieri mattina gli animi si devono essere accesi, anche se sui motivi vige ancora un certo mistero.

Quello che appare però certo è che improvvisamente la situazione è degenerata e Di Blasi a quel punto avrebbe colpito Fiorentino con un coltello, che è già stato ritrovato dagli uomini dell’arma, al corpo ferendolo a morte. Poco dopo alla porta è arrivata un’amica di Fiorentino, preoccupata perché quest’ultimo non rispondeva al telefono, che ha incrociato il presunto omicida mentre lasciava l’appartamento per dirigersi in caserma. La donna ieri è stata a lungo interrogata dai carabinieri ai quali ha raccontato gli attimi concitati durante i quali è corsa al capezzale della vittima e di come si fosse accorta della sua morte subito prima di chiamare i soccorsi. 

I rilievi all’interno dell’alloggio di fortuna, invece, sono andati avanti per tutta la mattina e i dati raccolti potranno essere decisivi per chiarire l’esatta dinamica dell’aggressione. Nei prossimi giorni la salma di Paolo Fiorentino sarà sottoposta a un’autopsia che dovrà accertare, tra l’altro, il numero di coltellate che gli sono state inferte, ma anche l’esatta ora della morte. Non è da escludere, d’altronde, che l’omicidio si possa essere consumato anche diverse ore prima c he lo stesso Di Blasi uscisse per costituirsi. Quando è arrivato in caserma quest’ultimo erano da poco passate le 8 ed era in evidente stato di choc tanto da non è stato in grado di fornire una precisa ricostruzione dell’accaduto. Inoltre lo stesso aveva una vistosa ferita a una mano sulla cui origine non è però stato capace di fare chiarezza. Appare invece acclarato che quest’ultimo abbia colpito Fiorentino con più di un fendente.