REDAZIONE MASSA CARRARA

Equipaggio sottopagato e senza cibo manda sos alla capitaneria

Con una mail, un membro dell'equipaggio ha informato la capitaneria. I marittimi sottopagati, sono stati rimborsati dall'armatore

Capitaneria

Marina di Carrara, 28 marzo 2019 - C'era anche la carestia, cioè una notevole penuria di cibo, tra i numerosi illeciti accertati dalla capitaneria di porto sulla nave 'Virile' battente bandiera delle Isole Comore fermata nel porto di Marina di Carrara il 6 marzo scorso. La guardia costiera ha inoltre rilevato pessime condizioni di sicurezza tra cui l'inoperatività di apparati necessari in situazioni di emergenza (generatore di emergenza, linee antincendio corrose da ruggine, errato stivaggio del carico con impossibilità di utilizzo dei mezzi di salvataggio). In una conferenza stampa il comandante di Marina di Carrara, capitano di fregata Maurizio Scibilia, ha illustrato le «inaccettabili condizioni igienico sanitaria dei locali di vita e lavoro».

È stata pure verificata, appunto, una cronica carenza di provviste, la somministrazione di acqua dolce prelevata da casse di bordo non sanificate nelle quali sono stati trovati oli e insetti morti. E ancora, infiltrazioni di acqua piovana nelle cabine, inefficienza dei sistemi di ventilazione e fumi nocivi sia nelle cabine che nella sala macchine«. L'equipaggio, è stato spiegato dal comandante, era composto da 18 membri, cinque indiani, un honduregno, e 12 siriani tra cui il comandante. Ad allertare l'ispezione della capitaneria era stata una e-mail inviata da un membro dell'equipaggio, un indiano. È stato accertato che i marittimi erano stati assunti con una busta paga di 1.200 dollari al mese ma in realtà percepivano solo 200 dollari al mese. L'armatore siriano ha restituito ai cinque indiani e all'honduregno (i marittimi siriani hanno dichiarato di aver percepito tutti gli emolumenti) 25.000 euro pagando anche il rientro in patria a ciascuno di loro. La nave, che trasportava marmo, è ripartita alla volta della Tunisia il 21 marzo scorso. Diciotto le irregolarità accertare di cui alcune di carattere penale dsenunciate alla procura di Massa Carrara.