Monitoraggio continuo. Pabe da rivedere per i bacini di Brugiana e Gioia Rocchetta

L’autorità Vas propone controlli annuali per verificare gli effetti sulle frazioni a monte. Il Comune deve rimettere mano ai Piani tenendo conto delle prescrizioni del Parco.

Monitoraggio continuo. Pabe da rivedere per i bacini di Brugiana e Gioia Rocchetta
Monitoraggio continuo. Pabe da rivedere per i bacini di Brugiana e Gioia Rocchetta

E’ già tempo di rimettere mano ai Piani attuativi dei bacini estrattivi: soltanto alla fine di giugno il consiglio comunale aveva votato e approvato le controdeduzioni alle osservazioni presentate sullo strumento urbanistico. Ma ci sono aggiornamenti che non possono essere non accolti e inseriti quindi all’interno delle previsioni, che derivano in particolare dalla Pronuncia di valutazione di incidenza rilasciata dal Parco Alpi Apuane il 15 settembre per i Pabe dei bacini estrattivi di Gioia Rocchetta e Brugiana. Un atto che impone un’immediata modifica di quelli che sono gli strumenti, subito accolti dalla struttura di Valutazione ambientale strategica (Vas) del Comune di Massa come prescrizione e suggerimenti per le successive integrazioni. Non solo. La struttura di Vas mette nero su bianco una proposta di miglioramento da parte del Comune per misurare gli effetti dell’attività estrattiva su più fattori, dal traffico alla salute. Partiamo dal Parco. Sono osservazioni che aveva già espresso in Conferenza dei servizi a ottobre 2021 ma di cui non ha visto traccia nei nuovi documenti del Comune di Massa. Per questo ha rilasciato una Valutazione di incidenza favorevole vincolata al recepimento delle osservazioni espresse. Alcuni sono solo refusi, secondo il Parco, come le Norme tecniche di attuazione nel bacino Brugiana, che prevedono la costruzione di strade di arroccamento o rampe per il prelievo di detriti e ricerca, mentre qui non è consentita ulteriore attività estrattiva, quindi neppure la ricerca di giacimenti. Più incisiva la prescrizione sul bacino di Gioia-Rocchetta: è rimasta ad esempio la possibilità di estensione in sotterraneo al di sotto delle Zone di protezione speciale. Però il Parco questa opzione deve essere messa in linea con la normativa che ne prevede la possibilità ma solo a seguito di specifica valutazione di incidenza. E il limite dell’area estrattiva del bacino di Massa, individuata nei Pabe, non coincide con quella di Regione e Parco. Inoltre l’autorità competente Vas, presieduta da Fernando Della Pina, nel parere motivato, chiede che "prima dell’approvazione del progetto dei Pabe si dovrà tener conto di tutti i suggerimenti, condizioni, raccomandazioni e prescrizioni" contenuti nel documento della stessa autorità di Vas, fra cui quelle della Pronuncia di valutazione del Parco. E rincara la dose inserendo una proposta: "Venga effettuato un monitoraggio per il bacino sugli effetti cumulativi e sugli impatti secondari con cadenza annuale diretto dal Comune con l’acquisizione dei dati ambientali misurabili in possesso degli enti competenti tale da costituire una valutazione globale degli effetti attesi sull’ambiente derivanti dai Pabe". La misura impegna il Comune a verificare gli effetti dell’attività estrattiva sulle frazioni montane.