Liste d’attesa in impennata. Cisl all’attacco sulla sanità

Figaia e Mastorci puntano l’indice sull’Asl: "Favorisce il ricorso ai privati. Il Noa ha un aggravio di richieste del 27 per cento rispetto allo scorso anno".

Liste d’attesa in impennata. Cisl all’attacco sulla sanità

Liste d’attesa in impennata. Cisl all’attacco sulla sanità

Regressione nei servizi specialistici e liste di attesa in costante crescita. I numeri dell’Asl non convincono la Cisl che, in una nota del segretario confederale Andrea Figaia e della Funzione pubblica Enzo Mastorci, sottolinea i disagi per la popolazione.

"Gli ospedali sono alle prese da anni con il massimo sforzo possibile per personale sottoorganico per i ripetuti tagli alle risorse". Cisl ricorda che in Italia le assunzioni sono bloccate dal 2010 con un livello di spesa che risale al 2004. "Mancano 65mila infermieri, figure professionali come i tecnici sanitari e i medici".

Figaia e Mastorci entrano poi nel dettaglio delle liste di attesa ambulatoriali, confrontando i dati dell’Asl provinciale fra gennaio 2022 e gennaio 2023.

"Per le visite specialistiche è raddoppiata la richiesta nell’ultimo semestre, ma si ha difficoltà a soddisfarla per le visite cardiologiche, dermatologia, oculistica, urologia, ginecologia, pneumologia.

Si ha poi un forte aumento delle richieste di visite diagnostiche, tac, risonanza magnetica, ecografia, colonscopia, gastroscopi: quasi 14mila in più negli 8 mesi, con ulteriore allungamento dei tempi di attesa per colonscopie e gastroscopie. Unica, amara soluzione il privato accreditato che prospera: a questo proposito la Zona Apuane può usufruire di risorse di un milione di euro per l’abbattimento delle liste di attesa, evitando ben più gravi disagi alla popolazione, ma evidenzia una difficoltà della sanità pubblica in questa parte della Toscana. Le liste di attesa chirurgiche mostrano grandi differenze tra ospedali. Soffre il Noa con un aggravio del 37% delle liste di attesa, mentre le liste diminuiscono a Lucca del 35 per cento. Tengono Livorno ed il Versilia, mentre si avvantaggia Pontedera di circa il 30%. Vanno male gli ospedali periferici, primo fra tutti Pontremoli, ma anche Fivizzano Barga e Piombino. Esaminando invece le prestazioni “di elezione” cioè programmate e d’urgenza, lo scenario muta radicalmente: il Noa è al secondo posto, con oltre 6200 prestazioni, non lontano da Livorno e al di sopra di Lucca. Le criticità si stanno rafforzando e dimostrano una sanità territoriale che arretra e fatica – concludono Figaia e Mastorci –, mentre i centri medici e le strutture private onvenzionate con l’Asl prosperano e aumentano il volume delle loro attività, dai prelievi ematici alla della diagnostica". Poi un attacco alle "attribuzioni di incarichi incontinua crescita che ingigantisce una macchina già enorme e per questo poco capace a rispondere ai fabbisogni dei territori".