Lapideo, tracciabilità e trasparenza. La sindaca punta al marchio

Nuove regole sull’iter del blocco dal monte all’opificio illustrate ieri da Serena Arrighi in commissione

Lapideo, tracciabilità e trasparenza. La sindaca punta al marchio

Lapideo, tracciabilità e trasparenza. La sindaca punta al marchio

Tracciabilità dei blocchi: si va verso la suddivisione in due passaggi. Questo l’obiettivo dell’amministrazione illustrato ieri dalla sindaca Serena Arrighi nella commissione Marmo presieduta da Nicola Marchetti. Insieme al dirigente del settore Giuseppe Bruschi, la sindaca ha spiegato i prossimi step nell’iter di tracciabilità dei blocchi, dal monte all’opificio. La proposta è in una fase embrionale, con un protocollo che dovrà svilupparsi attraverso ulteriori confronti, il coinvolgimento della commissione marmo e dialogo con imprese, associazioni, sindacati e gli attori coinvolti. Ad agosto si è conclusa una fase di sperimentazione sulla tracciabilità a cui hanno preso parte alcune aziende che hanno caricato i dati di circa 70mila blocchi. Sperimentazione che ha permesso una raccolta già indicativa per gli uffici e su cui sarà possibile fare anche ulteriori approfondimenti.

Partendo da un sistema misto pubblico-privato, per tracciare un blocco dalla cava fino alla sua lavorazione, saranno previsti due passaggi distinti: dalla cava alla pesa e successivamente dalla pesa all’opificio di trasformazione. "Il primo passo sarà pubblico – ha spiegato la sindaca - e prevede che a ogni blocco venga assegnato un numero e un codice univoco che serviranno al Comune per conoscere il processo di estrazione, il giacimento e il tipo di materiale estratto". Questo sistema si potrà integrare con i sistemi già ora utilizzati dai concessionari e potrà essere implementato. "Il secondo passaggio spetterà invece al singolo concessionario che – prosegue Arrighi - come recita la legge regionale, sarà tenuto a dimostrare la lavorazione in loco del proprio prodotto. Ogni singola impresa di trasformazione potrà utilizzare il metodo di tracciabilità che riterrà essere più opportuno a patto che questo rispetti alcune specifiche tecniche che andremo ad indicare". Tutti i dati dovranno poi essere trasmessi telematicamente ogni giorno dalle imprese su di un server indicato dal Comune. "Parallelamente è fermo interesse di questa amministrazione – conclude - dare vita a una certificazione di Indicazione geografica ‘non agricola’, sulla base del regolamento che è appena stato approvato dal Parlamento Europeo, a cui tutte le imprese potranno aderire su base volontaria". Sul marchio ‘Marmo di Carrara’ per sfruttare commercialmente il prodotto, l’intenzione è usare un insieme di stakeholder per lavorare sul tema e coinvolgere la Camera di commercio.