Investimento a Cecina da oltre un milione per la strada comunale

La giunta regionale ha assegnato un finanziamento di 1.310.000 euro al Comune di Fivizzano per ripristinare uno smottamento, mettere in sicurezza la strada comunale e la piazza nei pressi della chiesa. I cittadini esprimono soddisfazione per l'attenzione della politica attuale, ricordando la discarica a cielo aperto del 1973.

Una buona notizia per gli abitanti di Cecina, realtà d’alta collina sulla Valle del Bardine. La giunta regionale, con una specifica delibera, ha assegnato un finanziamento di 1.310.000 euro al progetto presentato dal Comune di Fivizzano per ripristinare uno smottamento, mettere in sicurezza la strada comunale e la piazza nei pressi della chiesa. "Si è trattato di un finanziamento attraverso il Dods regionale - spiega Gianluigi Giannetti, sindaco di Fivizzano - Come Comune avevamo costruito questa progettualità per venire incontro alle esigenze della popolazione per questa strada che manifestava cedimenti, come la piazza di Cecina, ormai da tempo. Abbiamo presentato l’anno scorso questo progetto che oggi è stato poi finanziato: adesso potremo mettere in sicurezza questa strada che renderemo fruibile nei prossimi anni".

Ma non sono solo gli amministratori a rallegrarsi per l’ottenuto finanziamento, bensi i paesani stessi: "E’ un segnale importante questo, mettere in sicurezza la strada che ci collega con i centri più popolati dove esistono i servizi, significa – affermano alcuni abitanti – che Cecina continuerà a essere abitata e ad avere un futuro. In fondo, crediamo di meritarcela ampiamente questa particolare attenzione da parte della politica attuale. Quelli di noi infatti che hanno una certa età, ovviamente non possono dimenticare la discarica a cielo aperto nei boschi della zona di “Vernatga“ istituita nel lontano 1973, dove l’immondizia proveniente da tutte le frazioni del Comune veniva ammucchiata qui a non molta distanza dall’abitato e data alle fiamme. Vi furono ,con l’andare del tempo, massicce proteste da parte della nostra popolazione che arrivò ad occupare, per alcuni mesi, giorno e notte la zona per impedire lo scarico dell’immondizia. Una vicenda – ricordano – che comportò anche l’intervento delle forze dell’ordine per rimuovere il blocco messo in atto dalla popolazione. Ci battevamo per rivendicare il diritto a vivere senza miasmi e fumi".

Roberto Oligeri