Fabrizio De André: a vent’anni dalla morte la città torna a chiedere una piazza
Fabrizio De André: a vent’anni dalla morte la città torna a chiedere una piazza

Carrara, 9 gennaio 2019 - Vent'anni senza Fabrizio De André. Vent’anni fa moriva il cantautore genovese definito da Fernanda Pivano il più grande poeta del ’900 e sul web e in città si riapre il dibattito sulla piazza del teatro da intitolargli.

Così forte di 500 firme, Andrea Fusani, ideatore dell’iniziativa, si sta muovendo, con un nutrito gruppo di cittadini favorevoli a destinare la piazza della cultura carrarese all’autore di Marinella.

«Dopo 20 anni – spiega Andrea Fusani – sarebbe doveroso intitolare la piazza al grande autore. Come associazione culturale, dopo le indicazioni dell’assessore Federica Forti, lo scorso giugno, presentai domanda in Comune per ottenere il titolo della piazza. Era previsto un incontro pubblico durante il quale avremmo consegnato le firme. Tuttavia da allora non ho più saputo niente. Pare che il sindaco non sia così favorevole, ma preferisca intitolare a De Andrè il ridotto del teatro Animosi».

Anche Marina Babboni, già dirigente comunale, anima indiscussa della cultura cittadina quando Carrara era coacervo di iniziative e richiamava i più grandi della musica, del teatro, dello spettacolo, sostiene il progetto. Secondo Babboni la piazza del teatro si presta a essere dedicata a De André per le molte iniziative a lui intitolate: «Nell’aprile 2002, a vent’anni dal concerto che tenne in città a sostegno della stampa anarchica, proprio nel teatro Animosi si tenne una straordinaria iniziativa organizzata dal Comune , dalla rivista anarchica A e dalla fondazione De Andrè (con la consulenza di Reinhold Kohl) che vide la presenza, tra gli altri, di Mauro Pagani, Franz di Cioccio, musicisti de lla Pfm, Nanda Pivano, Don Andrea Gallo e si concluse col concerto di Massimo Bubola e Mauro Pagani. Intitolare la piazzetta a De André, allora significa non solo ricordarne i legami con la nostra città, ma anche augurarci che nel Teatro Animosi si possano rivivere momenti così che facevano di Carrara e del suo teatro un luogo fecondo e unico che si muoveva in direzione ostinata e contraria, come deve fare la cultura».

Una voce fuori dal coro è quella di Carlo Menconi, presidente degli Amici della lirica, che invece vedrebbe meglio intitolare quella piazza «a un grande che davvero è stato in quel teatro. Penso a Renata Tebaldi, che ha voluto festeggiare i 50 anni di carriera proprio con noi dentro gli Animosi con un spettacolo costruito ad hoc per lei. Oppure un altro big della prosa. Persino Gaetano Donizetti sarebbe più indicato. In fin dei conti il teatro cittadino ha aperto i suoi battenti con Lucia di Lammermoor».