Don Luca Morini, soprannominato don Euro per il suo tenore di vita
Don Luca Morini, soprannominato don Euro per il suo tenore di vita

Massa Carrara, 10 marzo 2018 - Una strada arrabbiata, soprattutto con i cronisti «colpevoli» di presentarsi in via Taffaria per cercare Luca Morini, di fatto ancora ospite nella casa di proprietà della Curia. Un via vai di taccuini e telecamere che a qualcuno non è andato giù. «Andate via, siete ancora qui a rompere i c....», urla con fare agressivo e volgare un residente della zona ai cronisti a suo modo di vedere «colpevoli» di fare il loro mestiere.

Non viene nemmeno interpellato, ma ugualmente inveisce mentre il suo cane abbaia insistentemente. Siamo in via Taffaria, una traversa di viale Roma balzata agli onori della cronaca da mesi, perché è lì il buen retiro, sostenuto in tutto e per tutto dalla Diocesi, di Luca Morini, soprannominato don Euro dagli ex parrochiani: dal 23 gennaio il Vaticano lo ha dispensato dagli obblighi sacerdotali, per la vicenda legata ai soldi dei fedeli che secondo le accuse della procura avrebbe usato in incontri con giovani escort ed un tenore di vita di lusso. Una storia delicata per la quale il 13 giugno Morini comparirà davanti al giudice per il giudizio immediato.

Da via Taffaria è partito l’appello di Rosa affinché lasci l’appartamento di una villetta distinta e signorile. Sul citofono c’è ancora il cognome così come sulla cassetta delle poste. Nessuno ha voglia di parlare, ma da quanto è stato possibile sapere Morini abita ancora lì: la sua auto di grossa cilindrata non c’è, porte e finestre sono chiuse. «Per me – dice Orlando Angeli, un vicino di casa – è una persona che ha la sua vita, ‘buongiorno’ e ‘buonasera’ sono le parole scambiate con lui». « Ho seguito questa vicenda sui giornali – dice Eliana che abita nella stessa strada – l’ho visto un paio di volte, ma ho capito chi era solo da poco». «Esce di notte. Non lo vediamo mai, ma sappiamo che abita qua: vediamo la sua auto e la donna che va a fare le pulizie», raccontano altri residenti. Da un mese in via Taffaria ci sono i lavori per le fognature, ma nessuno degli operai sembra conoscerlo. «Non so cosa dire - conclude Giovanni Bruni che abita poco distante – non lo conosco, magari posso anche averlo visto, ma davvero so riconoscerlo». «Si vede poco. Ma sentiamo che abita ancora qua», conclude un’altra residente: «E’ una sorta di fantasma».

maria nudi