Il procuratore Aldo Giubilaro e il vescovo Giovanni Santucci
Il procuratore Aldo Giubilaro e il vescovo Giovanni Santucci

Massa, 12 dicembre 2018 - Nella vicenda di Don Euro, al secolo Luca Morini, si è tanto parlato di un assegno di mille euro versato dal vescovo Giovanni Santucci in suo favore. Una elargizione che è entrata nelle indagini della Procura e che senz’altro ha messo il vescovo in cattiva luce. Ma adesso spunta un documento in cui quattro sacerdoti in... pensione dichiarano di aver ricevuto dal vescovo mille euro ciascuno. Si tratta di Carlo Silvani, Giuseppe Giunta, Mario Contri e Siro Tovani.

"Quei soldi – spiega Paolo Mannini in una lettera inviata al nostro quotidiano – provengono dal Fondo Pie Messe Legati che ha la finalità di sostenere sacerdoti in quiescenza e in stato di bisogno. Il vescovo, come risulta dall’estratto conto del fondo, si è trovato con 5000 euro di interessi e ha deciso di beneficiare cinque sacerdoti in stato di bisogno: i quattro in quiescenza e Don Euro. Va anche specificato in questo caso che è assoluta la libertà del vescovo nell’amministrazione del fondo messe per norme di diritto pattizio concordatario. Come mai il documento dei quattro sacerdoti è stato taciuto quando invece sono stati ‘sbandierati’ i mille euro assegnati a Don Euro? Il fatto che altri abbiano usufruito degli aiuti di monsignor Santucci, sostengono fonti vicine alla Chiesa, dimostra che nessun favore era stato concesso al solo Don Euro. Inoltre, l’elargizione è stata precedente al servizio delle “Iene”, che ha rivelato i ‘vizi’ dell’allora don Luca Morini. Il vescovo ha sempre dichiarato che era all’oscuro della ‘ricchezza’ di Don Euro. A lui si era presentato in condizioni di difficoltà, chiedendo aiuto. Del resto la stessa Procura avrebbe conteggiato in circa 40mila euro il ‘ricavato’ raccolto da Don Euro in 10 anni: vale a dire 4000 euro all’anno, 300 euro al mese. Per quanto riguarda i ‘vizi’ di Don Euro, ricordiamo che il vescovo ha ereditato la vicenda da quello precedente, che aveva proceduto a una denuncia vagliata dal Tribunale ecclesiastico di Pisa e archiviata. Di recente c’è stato un botta e risposta tra il vescovo Santucci e il procuratore capo della Repubblica Giubilaro. Il primo si è detto rammaricato del fatto che la “Procura abbia contribuito ad allestire una... macchina del fango”, il secondo ha respinto l’accusa dicendo che è stata affermata “con deprecabile superficialità dal vescovo”.

Ma il motivo dello scontro è anche da ricercare nel fatto che probabilmente il vescovo non doveva neppure esser implicato nella vicenda, per gli accordi tra Stato e Chiesa in materia amministrativa in cui rientra il Fondo Pie Messe Legati, amministrato dal vescovo senza possibilità di sindacato o controllo da parte della magistratura".