La casa. con. l’architetto e ideatore del progetto Paolo Bestazzoni
La casa. con. l’architetto e ideatore del progetto Paolo Bestazzoni
di Monica Leoncini "Ogni sera, prima di dormire, penso a chi si occuperà di mio figlio quando non ci sarò più". Questo è uno dei pensieri più comuni e dolorosi per i genitori di ragazzi o bimbi con disabilità. Per dare una risposta è nato il progetto del ‘Dopo di noi’, che sta prendendo forma a Filetto, grazie all’Associazione lunigianese disabili, guidata da Paolo Bestazzoni. Tutto è nato nel maggio 2013, con il referendum dell’Unione dei comuni, che aveva promesso un importante contributo al progetto vincitore. Su 103 idee presentate ne erano state...

di Monica Leoncini

"Ogni sera, prima di dormire, penso a chi si occuperà di mio figlio quando non ci sarò più". Questo è uno dei pensieri più comuni e dolorosi per i genitori di ragazzi o bimbi con disabilità. Per dare una risposta è nato il progetto del ‘Dopo di noi’, che sta prendendo forma a Filetto, grazie all’Associazione lunigianese disabili, guidata da Paolo Bestazzoni. Tutto è nato nel maggio 2013, con il referendum dell’Unione dei comuni, che aveva promesso un importante contributo al progetto vincitore. Su 103 idee presentate ne erano state selezionate 10. Il progetto ‘Vivere per sempre’ dell’Aldi aveva ottenuto più del 60% di voti. Da lì è iniziato un iter impegnativo, con la scelta del luogo, la donazione da parte della famiglia del compianto Maurizio Verrieri di uno spazio nella Selva di castagni. Poi il progetto, gli aiuti, la solidarietà. E presto una Fondazione permetterà la compresenza di soggetti privati e pubblici. Ad agosto sono cominciati i lavori per la casa che ospiterà 5 ragazzi disabili rimasti senza genitori o con genitori che non possono più prendersi cura di loro. Sarà una vera abitazione che offrirà ospitalità a disabili gravi, in un contesto aperto alla comunità, con spazi per la quotidianità e il tempo libero. La struttura è quasi pronta, a fine mese la Rubner haus, che si è occupata della costruzione, finirà i lavori, poi si penserà all’arredamento e alla sistemazione esterna. Basta entrare in casa per rendersi conto della cura: tanta luce, nessuna barriera architettonica, grandi spazi accoglienti. La struttura è finalizzata alla coabitazione nonché a favorire l’autonomia di persone disabili, le camere da letto possono ospitare al massimo due persone, niente barriere sia all’interno sia nei percorsi esterni, per garantirne la piena fruibilità. Ci sono spazi polifunzionali per attività varie e una postazione di riposo per l’operatore che osserva il turno di notte. In tanti si sono impegnati per l’Aldi: la Fondazione Carispezia nell’ambito del bando "Integrazione e inclusione: sfida possibile", la Fondazione Paletti, la Rubner haus stessa ha contribuito e tante realtà locali. "L’idea del Dopo di Noi - spiega Bestazzoni - è un idea di solidarietà che significa coraggio, cura e responsabilità. Dopo di Noi è la capacità di andare oltre il presente e aldilà dell’individualità. Sono contento degli aiuti che sono arrivati e ringrazio chi ci sta dando una mano. Se la struttura è quasi pronta, bisognerà poi pensare agli altri aspetti, verificare che tutto funzioni, magari organizzeremo percorsi per l’inserimento, periodi di prova con i genitori, per la convivenza dei ragazzi, serviranno operatori capaci". C’è ancora bisogno di aiuto, per chi volesse contribuirete è aperto un contro corrente alla Filiale 00503 di Pontremoli, cc 00503000057043374 Aldi, progetto Dopo di noi.