Anziani (Foto archivio)
Anziani (Foto archivio)

Carrara, 16 ottobre 2014 - Non è servito il ricorso alla Corte d’appello di Genova. I giudici liguri pochi giorni fa hanno confermato la sentenza del Tribunale di primo grado (quello di Carrara, per intenderci) che ha condannato Carlo Malatesta e Simonetta Fusani. La donna si è vista confermare la condanna a due anni, l’uomo ad un anno e quattro mesi. I giudici di Carrara emisero la loro sentenza il 16 gennaio 2013. E la scelta dei magistrati apuani permise di ricostruire una vicenda alquanto complessa, con personaggi piuttosto noti.

In pratica Carlo Malatesta e Simonetta Fusani secondo l’accusa (e i giudici) avrebbero approfittato dei problemi fisici e psichici di F.P. e della sua seconda moglie (entrambi di Carrara). Il primo era stato colpito da ictus, la seconda soffriva di tumore. Approfittando della situazione, Simonetta Fusani, con l’ausilio del Malatesta (che lavora in banca), li avrebbe convinti a trasferire i risparmi di una vita: ben 230mila euro, tra titoli e denaro contante. I due coniugi morirono a poca distanza l’uno dall’altra: lei nel 2007 (a novembre), lui nel marzo 2008. Solo dopo il duplice decesso il figlio dell’uomo, anch’egli residente a Carrara, scoprì quanto era accaduto a danno del padre e della matrigna. E aiutato dall’avvocato Antonio Scarano, che ha rappresentato in aula la parte civile, ha avviato le prime indagini. Ma la macchina della giustizia, com’è noto, è lenta e anche se i due sono stati condannati, del denaro non c’è quasi più traccia. La battaglia legale, in sede civile, è in pieno svolgimento ma è difficile che il figlio riesca a riavere tutti i 230mila euro. Una parte consistente pare non sia stata ancora rintracciata. Particolare non secondario. Malgrado la sentenza, i due condannati non hanno trascorso (e non trascorreranno) in carcere nemmeno un giorno.

Andrea Luparia