Il regista premiato
Il regista premiato

Carrara, 30 novembre 2019 - Applausi a scena aperta per la proiezione del film al Garibaldi. «I protagonisti del mio film sono tre: il marmo, Michelangelo e gli uomini di Carrara, che hanno esattamente la stessa importanza e la stessa dignità»: lo ribadisce il maestro Andrei Konchalovsky poche ore prima della proiezione del suo “Il Peccato - Il Furore di Michelangelo”, la serata-evento che si è tenuta ieri sera la sala Garibaldi di via Verdi che ha riscosso un successo di pubblico e di critica. Ad attendere il maestro un cinema al completo che al termine dell’intervento prima della proiezione della pellicola ha tenuto il suo discorso di presentazione del film e di ringraziamenti alla città.

A conferma del ruolo di spicco che riveste Carrara nella pellicola, il Maestro ci ha tenuto a essere presente alla proiezione di ieri sera dopo la presentazione di Firenze, un onore riservato fin qui solo all’appuntamento organizzato per l’anteprima fiorentina de “Il Peccato”. Konchalovskysi si è anche concesso per un incontro con la stampa poche ore prima, nella splendida cornice del Carmi – Museo Carrara Michelangelo, una location perfetta dedicata proprio al rapporto tra la capitale del marmo e il genio del Rinascimento. Un rapporto complesso, a volte conflittuale, quello tra il genio del Rinascimento e la città dalle cui montagne fu estratto il marmo che gli permise di forgiare suoi capolavori: ce lo racconta con straordinaria lucidità, come spiega bene Antonio Forcellino, uno dei massimi esperti italiani di Michelangelo che ha collaborato alla produzione: «Guardando questo film – ha detto lo storico dell’arte - sembra di sentire perfino l’odore, o la puzza, degli ambienti spesso inospitali in cui si muove Michelangelo: della sua casa di Firenze e delle cave di Carrara dove cercava di estrarre le anime bianche che poi avrebbe consegnato al mondo e a noi, che ancora 500 anni dopo ci sbalordiamo di fronte a quelle anime di marmo».

E proprio per celebrare Carrara e i suoi cavatori, Konchalovsky ha voluto trovare attori e figuranti vivessero per davvero le montagne da cui Michelangelo cercava di estrarre le “anime bianche” e che conoscessero davvero quel materiale unico al mondo: persone che avessero il marmo nel sangue e la cava nel volto. E così, dopo una lunga ricerca, alcuni cavatori sono diventati attori del film: il maestro li ha ritrovati oggi, nella loro “Carrara”, dopo averli portati con sé alla presentazione de “Il Peccato” quale evento speciale di chiusura alla Festa del Cinema di Roma. «Ho voluto vedere i visi – ha proseguito –, le espressioni di questi cavatori carrarini non attori. Senza di loro non avrebbe avuto senso il film».

I cavatori presenti alla conferenza stampa, Francesco Gabelloni, Guido Siniega, Mattia Dell’Amico sono rimasti colpiti dalla figura del maestro: «Un grande onore lavorare con lui» hanno detto. «Questa pellicola – ha dichiarato il sindaco Francesco De Pasquale – ha tanti meriti e rende onore alla nostra città: non solo esalta la bellezza del nostro marmo ma valorizza al tempo stesso le nostre più antiche tradizioni, quelle legate alla lavorazione artistica e artigianale del marmo, e con esse le straordinarie capacità dei nostri cavatori e dei nostri artigiani. Sono tutte queste doti che, insieme al genio dei grandi maestri della storia dell’arte, Michelangelo in primis, hanno reso Carrara famosa in tutto il mondo. E ora un altro maestro, questa volta della settima arte, ci aiuta a ricordarlo».

Federica Forti, assessore alla Cultura: «Con “Il Peccato”, finalmente Carrara torna ad affermare la sua centralità nella storia di Michelangelo. Grazie al maestro Andrei Konchalovsky per aver amato fin da subito la nostra terra, il nostro marmo e chi ci lavora ogni giorno»