di Francesco Marinello
C’è un nuovo eroe silenzioso in città, Alessandro Cecchini, in arte Duracell, un cittadino qualunque che si è trasformato in un faro di speranza, ma anche in un pungolo per la coscienza collettiva, nel contesto di un degrado civico e ambientale ormai cronico. A raccontarlo alla premiazione di dell’altra mattina all’inizio della nuova passeggiata è il professor Riccardo Canesi, ideatore e amministratore del gruppo Facebook Lozzbusters, una comunità di 568 membri impegnati nel monitoraggio del decoro urbano."Mi piacerebbe vivere in una città in cui non ci sia bisogno di Alessandro – ha affermato Canesi – ma poiché il malcostume e l’inciviltà regnano da decenni, sono contento che ci sia". Parole che riflettono un’amara consapevolezza: a Carrara, la sporcizia non è solo un problema materiale, ma il sintomo di una società che fatica ad adottare le più elementari regole di convivenza civile.
Duracell, così chiamato per la sua inesauribile energia, non è solo un esempio di buona volontà civica, ma anche un richiamo vivente a ciò che la città potrebbe e dovrebbe essere. La cerimonia di ieri mattina, in cui Cecchini ha ricevuto un riconoscimento simbolico per il suo impegno, rappresenta non solo un tributo personale, ma un monito collettivo. "La giornata di oggi - ha proseguito Canesi - serve come una sorta di pubblicità-progresso per far capire che Carrara non è un letamaio e che è giunto il momento di cambiare abitudini". Il messaggio di Canesi è chiaro: il degrado non si limita alla sporcizia, ma è un riflesso di un’amministrazione distratta e di politiche insufficienti. Dai cestini portarifiuti mal progettati alla scarsa vigilanza, passando per l’assenza di campagne di sensibilizzazione efficaci, il quadro che emerge è quello di una città che non tutela né il suo patrimonio ambientale né la qualità della vita dei suoi cittadini.
"La nuova passeggiata sul molo, costata 14 milioni di euro, dovrebbe essere il salotto buono della città. Invece, è già vittima dell’incuria e di soluzioni progettuali discutibili", denuncia Canesi, ricordando i bulloncini facilmente asportabili delle ringhiere, i cestini inadatti e la fragilità delle piastrelle che impediscono l’accesso ai mezzi di pulizia. Di fronte a questa situazione, Canesi avanza una serie di proposte concrete. Tra queste, una massiccia campagna di sensibilizzazione, ordinanze più severe contro l’abbandono dei rifiuti (incluso il Dna per le feci canine, già adottato in altre città), e un rafforzamento della vigilanza e delle sanzioni. Non meno importante, migliorare i servizi di raccolta e pulizia, oltre a coinvolgere scuole, associazioni e altri attori sociali in un’opera di educazione civica.
"Non si può lasciare la pulizia della città alla buona volontà di pochi cittadini. La conflittualità sociale cresce e, con essa, il senso di ingiustizia per chi rispetta le regole", avverte Canesi, puntando il dito contro l’impunità che alimenta comportamenti incivili. Carrara, con le sue bellezze naturali e il potenziale turistico, merita di più. Merita di essere una città che guarda al futuro, non impantanata in un passato fatto di disattenzione e degrado. L’impegno di cittadini come Cecchini e le riflessioni del professor Canesi ricordano che il cambiamento è possibile, ma richiede una presa di responsabilità collettiva.