
Un particolare dell’originale presepe allestito dal personale sanitario di Ostetricia del Noa
Un modo speciale per salutare il Natale. Il personale di Ostetricia del Noa ha allestito un presepe unico nel suo genere con motivazioni che guardano a un mondo che sta cambiando: "Per questo 2024, in un mondo che corre e dove tutto è effimero – dichiarato la portavoce del personale – in cui i valori sono diventati intangibili, vogliamo celebrare il Natale provando a fermarci a riflettere sul significato che può avere un presepe senza ipocrisie, guardando noi stessi come discriminati ma anche come discriminatori del prossimo. Vorremmo invitare tutti a un momento di riflessione, noi per primi che quotidianamente, per il nostro lavoro, siamo chiamati ad accompagnare e sostenere donne durante il loro viaggio verso la nascita; non possiamo infatti credere di riuscire a provare empatia per una donna in travaglio se non proviamo empatia verso l’umanità intera".
Uno scopo questo che va oltre il modo comune di vedere e vivere le tradizioni con un occhio critico e vivido del mondo che ci circonda. "Abbiamo cercato di mostrare nel nostro Presepe ciò che nella società di oggi rappresenta limiti, ostacoli, difficoltà che molte persone incontrano e sono costrette ad affrontare nella loro vita. Il nostro desiderio è quello di dar voce a tutti coloro che vivono diseguaglianze, ma anche discriminazioni, condizioni di non equità sociale ed economica, vittime di violenze di vario genere. Ogni essere umano dovrebbe essere libero, ognuno dovrebbe avere l’opportunità di arrivare davanti alla capanna. Tutti dovremmo arrivarci in fila, in modo diverso, ognuno con i suoi mezzi".
Parole cariche di pensieri che fanno riflettere chi si imbatte nel presepe: "Nella natività ovvero nell’incontro tra pastori e pastore, angeli, re, regine e un neonato in una mangiatoia scaldato da bue e asino c’è rispetto, accoglienza, umiltà e parità di genere e classe sociale. Ci auguriamo e vi auguriamo che questo cammino verso la capanna possa diventare veramente un percorso accessibile a tutti, senza ostacoli, con aiuti concreti e mani tese verso chi incontra difficoltà, un viaggio durante il quale fare esperienza di accoglienza reciproca, rispetto per le differenze, parità".
Insomma, un presepe alternativo, creativo e che invita tutti ad una profonda riflessione sulla nostra società.
Vittoria Bertelloni